ZAG Skis e Tignes ufficializzano una collaborazione che non si limita a un semplice accordo di visibilità. Dietro l’avvicinamento tra il marchio francese e la località sciistica savoiarda si delinea un’ambizione più ampia: trasformare Tignes in un campo di sperimentazione a grandezza naturale per i futuri sci ZAG, rendere i prodotti accessibili agli sciatori per tutta la stagione e, a lungo termine, ideare nuovi prodotti e nuovi appuntamenti comuni. Intervista congiunta con Eric Bascle, direttore generale di ZAG Skis, e Alban Hugonnet, direttore generale di Tignes.
Alcune collaborazioni nascono da uno studio di mercato, un foglio Excel e un lungo elenco di potenziali partner. Quella tra ZAG Skis e Tignes sembra aver seguito un percorso nettamente diverso.
«Non ci siamo conosciuti su un’app di incontri», scherza Eric Bascle. Per il dirigente di ZAG, l’avvicinamento a Tignes è stato innanzitutto una scelta ovvia: quando si è trattato di riflettere sul territorio in cui radicare maggiormente il marchio, la località figurava «in cima alla lista». Per ZAG, infatti, un marchio non deve limitarsi a occupare uno spazio comunicativo: deve anche potersi inserire in un territorio geografico reale, coerente con la propria identità.
A Tignes, la logica è simile. Assunto la guida della stazione sciistica con l’intenzione di affermarne il posizionamento attorno a tre pilastri (estremo, autentico e premium), Alban Hugonnet era alla ricerca di un marchio di sci francese in grado di condividere questa cultura. ZAG si è subito imposta: un marchio indipendente, francese, con una forte identità legata al freeride e al freestyle, ma anche una produzione che rivendica la dimensione «Made in France».

Due marchi che parlano quasi la stessa lingua
Nei rispettivi discorsi, le parole non sono sempre le stesse. Ma le intenzioni coincidono. Quando Tignes parla di «estremo», ZAG parla di «sensazioni». All’«autenticità» della località, ZAG risponde con una dimensione più «democratica». E quando Tignes rivendica il segmento premium, il marchio evoca dal canto suo l’alto livello.
Al di là delle sfumature lessicali, emerge soprattutto un terreno comune: lo sci libero, il freeride, il freestyle e una certa concezione della montagna come spazio di espressione. Per Eric Bascle, questo avvicinamento è tanto più naturale in quanto entrambe le strutture stanno ridefinendo oggi, contemporaneamente, la propria piattaforma di marca e le proprie ambizioni.
Ma l’interesse di questa partnership inizia proprio dove finisce il discorso sul marchio. Infatti, ZAG e Tignes vogliono ora mettere alla prova questa vicinanza sul campo.
Tignes come “open lab” per ZAG
Questa è probabilmente la parte più interessante del progetto. Tignes non vuole limitarsi a diventare una vetrina commerciale per ZAG. La località intende offrire al marchio un terreno di sperimentazione permanente, che consenta di avvicinare progettazione, prototipazione e utilizzo reale.

Alban Hugonnet utilizza direttamente il termine «open lab». L’idea è quella di mettere a disposizione di ZAG la varietà del comprensorio sciistico di Tignes, affinché i team del marchio possano testare i propri prototipi, le innovazioni e gli sviluppi tecnici, per poi eventualmente sottoporre questi prodotti al giudizio di un campione molto più ampio di appassionati.
Per ZAG, questo ampliamento del laboratorio sulla neve riveste un vero e proprio interesse industriale. Il marchio dispone già a Chamonix di un proprio laboratorio di prototipazione, lo ZAG Lab, dove vengono progettati e sviluppati i futuri sci. Ma nel mondo dello sci, nessuna modellizzazione può sostituire completamente la prova sul campo. «Lo sci è un oggetto, una disciplina basata sulle sensazioni», ricorda Eric Bascle. Una forma può risultare coerente sulla carta, ma deve comunque essere messa alla prova sulla neve, su un pendio, a una certa velocità e in condizioni reali.
Tignes offre proprio questa diversità. La durata della stagione, la varietà dei terreni, le condizioni altimetriche e l’ambiente sportivo ne fanno, secondo il dirigente di ZAG, un terreno particolarmente adatto allo sviluppo di futuri prodotti.
La collaborazione assume così una nuova dimensione: facilitare un flusso più rapido di informazioni tra chi progetta gli sci e chi li usa.
Anche lo sciatore deve poter partecipare alla collaborazione
Tuttavia, ZAG e Tignes non intendono limitare questa sperimentazione agli ingegneri o agli atleti. La partnership sarà ovviamente visibile sul comprensorio: presenza del marchio, sci ZAG ai piedi di alcuni membri dello staff, coinvolgimento di ambasciatori e identificazione di diversi spazi legati ai due mondi.
Ma Alban Hugonnet vuole andare oltre. L’obiettivo è in particolare quello di avvalersi di operatori economici e negozi partner per creare un’opportunità di provare gli sci in modo continuativo per tutta la stagione, e non solo in occasione di un weekend promozionale. «L’idea è quella di andare oltre […] in modo che venga voglia di provare gli sci e che ci sia un modo molto semplice per accedervi, non solo durante un fine settimana come fanno altre località, ma davvero nel lungo periodo, per tutta la stagione.». È una differenza importante.
Atleti e ambasciatori per riportare lo sci nell’immaginario collettivo
L’iniziativa dovrà inoltre avvalersi di diversi ambasciatori del marchio e del particolarissimo ecosistema sportivo di Tignes. Eric Bascle cita in particolare Cyril Pierrel, Léo Taillefer (originario della località vicina), Thibault Bezard, PG Conrardy, Franck Bernes e Aymeric Cloerec tra le personalità che potrebbero contribuire alla promozione di questa presenza sul territorio, sottolineando al contempo la volontà di ZAG di rafforzare anche la presenza di ambasciatrici femminili.
Da parte sua, Tignes intende sviluppare una propria cerchia di ambasciatori, che vada ben oltre il solo mondo dello sci. Atleti di alto livello, personalità provenienti da altre discipline, dal mondo della musica o della cultura potrebbero così contribuire a dare vita a questa collaborazione. La località gode già di un contesto particolare, che attira numerosi sportivi che vi si recano per allenarsi o per ricaricare le energie, sia d’estate che d’inverno.
Questa strategia si inserisce in una riflessione più ampia promossa dai due dirigenti: lo sci non si riduce a un prodotto tecnico né a un’infrastruttura. Si basa anche su un immaginario.
«Lo sci è innanzitutto un mondo immaginario»
È forse proprio qui che la partnership assume la sua dimensione più interessante. Eric Bascle ritiene infatti che le attuali difficoltà dello sci non siano solo di natura ambientale o economica. Esse sarebbero anche, in parte, legate a quella che lui descrive come una «crisi dell’immaginario». Lo sci aveva profondamente rinnovato la propria immagine negli anni 2000, trainato dall’emergere di nuovi marchi, dal freeski, dal freestyle e da nuove forme di pratica. A distanza di oltre vent’anni, questo immaginario avrebbe bisogno di essere nuovamente rigenerato.

In questo ambito, Tignes vanta una storia particolare. Freestyle, gobbe, X Games, campi estivi, freeride, Big Air: la località ha regolarmente ospitato o sostenuto nuove forme di sci. Alban Hugonnet desidera oggi valorizzare maggiormente questa eredità e questa capacità di intraprendere percorsi talvolta diversi rispetto al resto del mercato.
Secondo il direttore di Tignes, ZAG incarna proprio questo spirito. « Ritrovo un po’ questo spirito in ZAG. Il lato dirompente, il lato freestyle, tutto questo mi piace moltissimo. »
La partnership diventa così uno dei primi tasselli di una strategia più ampia: sviluppare a Tignes collaborazioni con marchi premium e di riferimento, scelti non solo per la loro notorietà, ma anche perché rispecchiano l’identità che la località desidera trasmettere.
E tra tre anni?
Quando si chiede ai due dirigenti cosa consentirebbe di considerare la collaborazione un vero successo tra tre anni, le loro risposte lasciano già intravedere le prossime tappe. Alban Hugonnet avanza un’idea molto concreta: sviluppare uno sci ZAG × Tignes, eventualmente ispirato alla Grande Motte e pensato specificatamente per il comprensorio. Un modello a doppia firma che potrebbe sintetizzare la collaborazione in un prodotto realmente sviluppato in sintonia con le caratteristiche del territorio.
Eric Bascle immagina anche la creazione di un appuntamento annuale, a cavallo tra freeride e freestyle, due mondi i cui confini sono oggi sempre più labili. Ma soprattutto punta l’attenzione altrove. Il successo consisterebbe anche nel riuscire, insieme, a rendere lo sci nuovamente più attraente, più accessibile e meno intimidatorio. « Se riusciremo insieme a spiegare che sciare è possibile, che non è poi così difficile, che non è così costoso, che è responsabile e che è accogliente […] avremo raggiunto il nostro obiettivo. Altrimenti, non faremo altro che comunicazione. »

Questa frase riassume probabilmente meglio di ogni altra la natura del progetto. ZAG e Tignes avrebbero potuto annunciare una partnership classica tra un marchio di sci e una località sciistica. Sembrano invece voler costruire qualcosa di diverso: un terreno comune in cui si incontrano sviluppo del prodotto, test, eventi, atleti, appassionati e cultura dello sci. Con un obiettivo decisamente più ambizioso rispetto alla semplice esposizione di due loghi affiancati: partecipare, a loro modo, a reinventare una parte dell’immaginario dello sci.































