La Francia riconquista il primo posto mondiale nello sci. Con 56,1 milioni di giornate-sciatore registrate durante l’inverno 2025/2026, i comprensori sciistici francesi superano l’Austria e gli Stati Uniti per la prima volta dalla stagione 2014/2015. Un risultato che arriva proprio mentre Domaines Skiables de France inaugura, giovedì 24 settembre a Valence, il proprio congresso annuale. Dietro questo ritorno ai vertici si profila una stagione particolarmente solida nelle Alpi e nei Pirenei, ma anche una dinamica estiva che conferma il ruolo sempre più importante della montagna nel settore turistico.

Si tratta di un traguardo sia simbolico che economico per le montagne francesi. Al termine della stagione 2025/2026, la Francia torna al primo posto nella classifica mondiale delle destinazioni sciistiche con 56,1 milioni di giornate-sciatore, secondo i dati pubblicati da Domaines Skiables de France (DSF). L’affluenza registra un aumento del 2,4% rispetto all’inverno precedente e si attesta al 6% al di sopra della media delle ultime quattro stagioni. Questo risultato permette alla Francia di superare l’Austria, con 53,7 milioni di giornate-sciatore (+3,7 %), e gli Stati Uniti, con 52,6 milioni.

La Francia non occupava più il primo posto nella classifica mondiale dall’inverno 2014/2015.

Il risultato è tanto più significativo in quanto l’inverno 2025/2026 rappresenta la terza migliore stagione mai registrata nelle stazioni sciistiche francesi, dopo due stagioni di riferimento: il 2008/2009 con 58,6 milioni di giornate-sciatore e il 2012/2013 con 57,6 milioni.

Un anno prima, la Francia aveva registrato 54,8 milioni di giornate-sciatore durante l’inverno 2024/2025 e occupava ancora il secondo posto a livello mondiale.

Un ritorno ai vertici mondiali alla vigilia del congresso della DSF

Questi risultati vengono resi noti proprio mentre il settore francese delle attività montane si riunisce a Valence, nella Drôme, in occasione del congresso annuale di Domaines Skiables de France. L’evento avrà inizio giovedì 24 settembre 2026 al Parc des Expositions di Valence. Riunisce gli operatori dei comprensori sciistici e degli impianti di risalita, i loro partner e i rappresentanti politici dei territori montani per discutere delle principali sfide economiche, sociali e strategiche alle quali il settore deve rispondere.

Il ritorno della Francia al primo posto nella classifica mondiale costituisce quindi un contesto particolarmente favorevole per questa edizione del 2026, anche se i risultati nazionali riflettono realtà diverse a seconda dei massicci montuosi.

Le Alpi e i Pirenei danno una spinta alla stagione francese

Secondo Domaines Skiables de France, le Alpi e i Pirenei hanno registrato una stagione particolarmente vivace e hanno contribuito in modo determinante al risultato nazionale.

Pista da sci nella località sciistica di Font Romeu Pyrénées 2000. ®ILoveSki

Le condizioni sono state più irregolari nei massicci di media montagna. Il Massiccio Centrale, le Montagne del Giura e i Vosgi hanno dovuto fare i conti, nel corso dell’inverno, con un innevamento più variabile. Il quadro finale della stagione nasconde tuttavia una successione di periodi molto diversi tra loro. Dopo un inizio precoce, un mese di gennaio particolarmente favorevole e una stagione invernale solida, il mese di marzo ha permesso in particolare ai comprensori sciistici di ritrovare uno slancio che mancava da diverse stagioni.

Le prime nevicate già dalla fine di novembre

L’inverno era iniziato sotto i migliori auspici. Le precoci nevicate già dalla fine di novembre 2025 hanno permesso a numerose località sciistiche francesi di aprire in ottime condizioni.

Le vacanze di Natale si sono poi inserite in una buona media a livello nazionale. Le Alpi e i Pirenei hanno beneficiato appieno dell’innevamento già presente. La situazione è stata più delicata nel Massiccio Centrale, nelle Montagne del Giura e nei Vosgi, colpiti da un episodio di temporaneo riscaldamento. Questa differenza tra i massicci si è tuttavia rapidamente ridotta con il ritorno di condizioni molto più invernali all’inizio di gennaio.

Gennaio: una settimana di vacanze straordinaria in tutte le catene montuose

Il ritorno del freddo, accompagnato da nuove nevicate all’inizio di gennaio, ha permesso a tutti i massicci francesi di aprire ampiamente i propri comprensori sciistici. Le condizioni meteorologiche si sono rivelate particolarmente favorevoli durante le vacanze di gennaio.

Risultato: in questo periodo, l’affluenza nazionale è aumentata del 3% rispetto all’inverno precedente e ha raggiunto un livello superiore del 9% rispetto alla media degli ultimi quattro inverni.

Questo periodo si rivela particolarmente importante per le zone di media montagna. Il massiccio dei Vosgi, le montagne del Giura e il Massiccio Centrale godono delle condizioni ideali per recuperare il ritardo accumulato dopo un inizio d’inverno piuttosto irregolare.

Al 6 febbraio 2026, proprio prima del culmine delle vacanze invernali, l’affluenza complessiva nei comprensori sciistici francesi si attesta quindi al 9% al di sopra della media quadriennale. Le Alpi e i Pirenei continuano nel contempo a consolidare il vantaggio registrato a livello nazionale.

Una stagione invernale solida, senza picchi di affluenza

Le quattro settimane corrispondenti alle vacanze scolastiche invernali mantengono poi l’affluenza dei turisti francesi a un livello elevato. Nell’arco di questo periodo strategico per l’economia delle località turistiche, l’affluenza rimane molto vicina a quella registrata l’inverno precedente e alla media delle ultime quattro stagioni.

Due aree si distinguono in particolare: le Alpi del Sud e le Montagne del Giura. Al 6 marzo 2026, l’affluenza complessiva dall’inizio della stagione rimane superiore del 5% alla media dei quattro inverni precedenti, pur attestandosi a un livello paragonabile a quello osservato nella scorsa stagione alla stessa data.

Marzo torna finalmente a registrare un andamento positivo: +20%

Si tratta di uno degli indicatori più interessanti del bilancio 2025/2026. L’intervallo tra le vacanze di marzo registra un netto aumento delle presenze. Per la prima volta dalla ripresa post-Covid, questo periodo registra un aumento rispetto alla stagione precedente: +20% a livello nazionale.

Questo forte aumento permette alla stagione sciistica di marzo di tornare al livello della media degli ultimi quattro inverni. L’incremento si registra in un contesto in cui l’innevamento è rimasto nel complesso superiore alla media e va a vantaggio, in particolare, delle Montagne del Giura.

Il dato va tuttavia interpretato tenendo conto della relativa debolezza dei mesi di marzo precedenti: l’aumento del 20% riflette una marcata ripresa in un periodo dell’anno che aveva avuto maggiori difficoltà a tornare ai livelli abituali dopo la pandemia di Covid.

Il mese di aprile conferma la sua importanza con un aumento delle presenze del 3%

Un altro dato significativo: la dinamica non si ferma con le vacanze invernali. La fine della stagione, che comprende in particolare il week-end di Pasqua, registra un aumento del 3% rispetto all’anno precedente.

Per Domaines Skiables de France, questa evoluzione conferma la vitalità del mese di aprile, un periodo che rimane strutturalmente importante non solo per le stazioni sciistiche, ma anche per l’economia complessiva delle valli. Dimostra inoltre la capacità dei comprensori sciistici di prolungare la propria attività ogni volta che le condizioni di innevamento e l’attrattiva turistica della montagna lo consentono.

56,1 milioni di giornate-sciatore: una stagione storica per la Francia

Al termine dell’inverno, il contatore si ferma quindi a 56,1 milioni di giornate-sciatore. Questo risultato colloca la stagione 2025/2026 al terzo posto tra le migliori stagioni mai registrate in Francia e conferma l’elevata affluenza nei comprensori sciistici francesi.

La DSF vede in questo la conferma dell’attaccamento del pubblico allo sci e alla montagna, alimentato da diverse motivazioni: l’aria aperta, lo sci, le emozioni e i momenti condivisi in alta quota. L’associazione di categoria sottolinea inoltre la capacità di adattamento del settore francese, il livello degli investimenti realizzati dagli operatori e il loro know-how operativo per spiegare la capacità delle località sciistiche di mantenere un’elevata affluenza per tutto l’inverno.

Nouvelle télécabine Villaroger aux Arcs. ®Yann Allègre
Nuova cabinovia Villaroger a Les Arcs. ®Yann Allègre

L’impegno in termini di investimenti del settore rimane peraltro considerevole: Nel 2025 i comprensori sciistici francesi hanno investito 555 milioni di euro, secondo i dati pubblicati dalla DSF, ovvero un importo superiore di circa il 50% rispetto alla media del decennio e pari al 32% del fatturato al netto delle imposte degli operatori.

Anche in estate le montagne francesi continuano a crescere

Il bilancio presentato in occasione del congresso non si limita tuttavia alla stagione invernale. Gli indicatori relativi all’estate 2026 confermano un’altra tendenza strutturale: le montagne francesi si stanno progressivamente affermando come una destinazione estiva a tutti gli effetti.

Nel periodo di alta stagione, compreso tra il 4 luglio e il 22 agosto 2026, il tasso di occupazione raggiunge il 65,8%, con un aumento del 2,5% rispetto all’estate 2025. Il picco massimo si registra durante la settimana dell’8 agosto, durante la quale il tasso di occupazione raggiunge l’80,7%.

Ampliando l’analisi al periodo compreso tra il 13 giugno e l’11 settembre, il tasso medio di occupazione si attesta al 52,7%, ovvero un punto in più rispetto al 2025. La fine del mese di agosto contribuisce in modo significativo a questo risultato.

La settimana del 22 agosto registra quindi un aumento di 2,3 punti, mentre il tasso di occupazione del mese di agosto nel suo complesso raggiunge infine il 72,8%, con un aumento di 0,7 punti.

«Coolcations», diversificazione ed eventi danno slancio all’estate

Diversi fattori spiegano questo aumento. La ricerca di temperature più miti durante i periodi di forte caldo favorisce in particolare il fenomeno delle «coolcations», ovvero quei soggiorni turistici scelti in destinazioni più fresche.

La montagna trae vantaggio anche dalla diversificazione della propria offerta turistica e dai grandi eventi in grado di generare flussi turistici consistenti, a cominciare dal Tour de France o dai numerosi festival organizzati nei territori montani. I dati dimostrano soprattutto che tutti i grandi massicci registrano una crescita.

I Pirenei, il massiccio più performante dell’estate

I Pirenei sono in testa con un tasso di occupazione del 55,7% sulla stagione, in aumento di 1,2 punti. Il massiccio raggiunge addirittura un picco del 79,4% nel mese di agosto. Le Alpi del Nord registrano dal canto loro un tasso di occupazione del 50,8%, in aumento di 1,3 punti. Anche le Alpi del Sud mantengono un livello elevato, con il 52,3% di occupazione. Questi risultati confermano il peso crescente della stagione estiva nell’attività turistica dei territori di montagna.

Escursioni facili nei Pirenei

Le strutture ricettive professionali superano il 50% di occupazione

Questa tendenza si riscontra anche nell’analisi delle tipologie di alloggio. Il settore degli alloggi professionali supera la soglia del 50% di occupazione, con un aumento di 1,3 punti. Il segmento degli affitti tra privati rimane ancora superiore, con un tasso di occupazione del 55,5%. Il picco stagionale registra un aumento significativo, con +2,3 punti a luglio e +1,5 punti ad agosto.

I dati relativi alla stagione estiva provengono da G2A, che monitora in particolare l’andamento dell’attività turistica e dei tassi di occupazione nelle destinazioni montane. Gli studi pubblicati da G2A nel 2026 confermano in linea di massima il ruolo trainante svolto dalla montagna e dalla clientela turistica nell’affluenza estiva.

Un settore da cui dipendono oltre 120.000 posti di lavoro ogni inverno

Al di là della classifica mondiale, i dati relativi alle presenze consentono di valutare l’importanza economica dello sci nei territori francesi. Domaines Skiables de France è l’associazione di categoria che rappresenta gli operatori francesi dei comprensori sciistici e degli impianti di risalita.

Conta 380 iscritti, di cui 230 membri attivi, per lo più gestori di impianti di risalita o di comprensori sciistici, e circa 150 membri corrispondenti, tra cui figurano fornitori, costruttori, centri di formazione e appaltatori. I comprensori sciistici costituiscono uno dei principali fattori di attrazione delle località turistiche francesi. Ogni inverno, queste ultime accolgono circa 10 milioni di turisti, di cui 7 milioni praticano gli sport sulla neve.

L’attività dei comprensori sciistici influenza quindi direttamente quella di numerosi altri operatori economici: strutture ricettive, negozianti, scuole di sci, professionisti della montagna o fornitori di servizi presenti nelle località sciistiche e nelle valli.

I membri della DSF rappresentano da soli 18.500 dipendenti, distribuiti in una ventina di settori professionali. Più in generale, ogni inverno oltre 120.000 posti di lavoro diretti e indiretti in Francia dipendono dall’apertura dei comprensori sciistici, che si tratti degli impianti di risalita stessi, delle strutture ricettive, dei negozi, delle scuole di sci o dei vari servizi presenti nelle località turistiche. La DSF sottolinea regolarmente questo ruolo fondamentale dell’attività sciistica per l’occupazione e la vita economica delle valli.

Un numero uno al mondo che ora apre la strada a nuove sfide

Il ritorno della Francia al primo posto nella classifica mondiale rappresenta senza dubbio l’evento più importante della stagione 2025/2026. Tuttavia, il bilancio presentato da Domaines Skiables de France mette in luce anche due fenomeni di natura più strutturale.

Da un lato, l’affluenza sugli sci rimane elevata, con la terza migliore stagione di sempre e la capacità di attirare diversi milioni di sciatori ogni inverno. D’altra parte, l’attività turistica di montagna continua progressivamente ad estendersi oltre la sola stagione invernale, come dimostrano i tassi di occupazione registrati durante l’estate del 2026.

Queste due dinamiche sono ormai al centro delle riflessioni del settore: mantenere l’attrattiva e la redditività economica della stagione invernale, sviluppando al contempo un territorio montano in grado di generare attività e occupazione in un periodo dell’anno sempre più ampio.

A Valence, il 24 e 25 settembre 2026, operatori, fornitori, rappresentanti politici e professionisti del settore montano avranno proprio l’occasione di confrontare le proprie strategie su queste tematiche. Lo faranno quest’anno all’insegna di un simbolo particolarmente significativo: undici anni dopo aver perso il primo posto, la Francia è tornata ad essere la prima destinazione sciistica al mondo.

Fonti: Domaines Skiables de France per il bilancio dell’inverno 2025/2026; G2A per i dati relativi alle presenze estive del 2026.