La stagione 2025-26 ha dimostrato chiaramente la resilienza e la capacità di adattamento dell’industria sciistica negli Stati Uniti. Con un fatturato complessivo di 4,4 miliardi di dollari e una crescita annua composta dell’1,6% fino al 2026, il settore continua a dare prova della propria solidità economica nonostante le difficoltà.

Tuttavia, i dati preliminari forniti dalla NSAA rivelano un calo generale delle presenze, con un totale di 52,6 milioni di visite registrate durante la stagione degli sport invernali. Ciò rappresenta un calo di circa 9 milioni di visitatori rispetto alla stagione precedente e un 9,1% in meno rispetto alla media dell’ultimo decennio, collocando questo inverno al 32° posto tra le 48 stagioni registrate storicamente.

Cambiamenti climatici e mancanza di neve: la grande sfida delle stazioni sciistiche statunitensi

In qualità di esperti del settore, sappiamo bene che la fattibilità delle operazioni è strettamente legata alle condizioni climatiche regionali. Il cambiamento climatico continua a pesare sul nostro settore, riducendo gradualmente le nevicate, accorciando le stagioni invernali e aumentando drasticamente i costi operativi. Negli Stati Uniti, la media della neve accumulata è stata di soli 112 pollici (284,5 cm), il dato più basso in oltre un decennio e ben al di sotto della media storica di 169 pollici (429,26 cm). Come ha affermato Michael Reitzell, presidente e amministratore delegato della NSAA:

«Poche stagioni mettono in evidenza così chiaramente quanto il nostro settore continui a dipendere dalle condizioni meteorologiche regionali»

Questa grave carenza di neve ha colpito duramente la parte occidentale del Paese, che ha registrato un inizio di stagione lento, piogge insolite e un mese di marzo caratterizzato da temperature record. Nonostante queste difficili condizioni, la regione delle Montagne Rocciose è riuscita a guidare l’affluenza nazionale con 20,1 milioni di visitatori, seguita dal Pacifico sud-occidentale con 5,7 milioni e dal Pacifico nord-occidentale con 3,2 milioni.

Climate and Resilience: The 2025-26 U.S. Ski Industry Report
Clima e resilienza: Rapporto 2025-26 sul settore sciistico statunitense. Dati: NSAA.ORG – Immagine: I Love Ski®

L’altra faccia della medaglia la troviamo a est delle Montagne Rocciose, dove un clima più stabile ha salvato i dati complessivi e ha dimostrato che la domanda di questo sport rimane intatta quando le condizioni sono favorevoli.

“Le regioni del Nord-Est e del Sud-Est hanno registrato la loro seconda migliore stagione degli ultimi dieci anni”

Grazie a temperature più favorevoli e a un inizio anticipato della stagione, il Nord-Est ha registrato 12,9 milioni di visitatori, mentre il Sud-Est ne ha totalizzati 4,8 milioni e il Midwest 5,8 milioni.

Investimenti milionari in impianti di risalita e innevamento artificiale per garantire la redditività dello sci

Di fronte a questo scenario di riscaldamento globale, la pressione sulle stazioni sciistiche affinché investano massicciamente nella produzione di neve artificiale e mantengano la redditività delle loro attività è enorme. Ciò che è davvero degno di nota nella stagione 2025-26 è che, sebbene le precipitazioni nevose siano diminuite del 33% rispetto alla media, i giorni di apertura e di attività delle stazioni hanno subito solo una lieve riduzione. Ciò dimostra il successo clamoroso dei continui investimenti in sistemi di innevamento artificiale e dei progressi tecnologici che consentono di ottimizzare l’efficienza, migliorare l’esperienza dello sciatore e favorirne la fidelizzazione.

Sintesi della stagione sciistica 2025-26 negli Stati Uniti. Questo visual presenta i principali indicatori dell’industria: ricavi, presenze, innevamento, investimenti in infrastrutture e tecnologia, impatto economico e prospettive future.Fonte dei dati: NSAA.org. Visual creato da I Love Ski®.
Sintesi della stagione sciistica 2025-26 negli Stati Uniti. Questo visual presenta i principali indicatori dell’industria: ricavi, presenze, innevamento, investimenti in infrastrutture e tecnologia, impatto economico e prospettive future. Fonte dei dati: NSAA.org. Visual creato da I Love Ski®.

Nonostante un inverno meteorologicamente difficile negli Stati Uniti, l’apporto di capitali da parte delle emittenti statunitensi è rimasto estremamente consistente.

“L’iniezione di capitale nelle stazioni degli Stati Uniti ha superato i 569,3 milioni di dollari”

Questa cifra impressionante comprende l’installazione di 45 impianti di risalita completamente nuovi e il potenziamento di altri 52, il che equivale a un reinvestimento nel settore pari a 22,24 dollari per ogni visitatore sciatore.

Dal punto di vista commerciale, il modello degli abbonamenti stagionali offre agli operatori una grande prevedibilità finanziaria per far fronte alla costante variabilità meteorologica. Dopo diversi anni di crescita accelerata, l’utilizzo di questi abbonamenti si è stabilizzato e attualmente rappresenta il 49% di tutti gli accessi a livello nazionale, mentre i biglietti giornalieri e plurigiornalieri costituiscono il 31%.

Allo stesso tempo, il settore sta attraversando una fase di forte consolidamento, in cui le grandi società acquisiscono stazioni sciistiche e dominano il mercato attraverso abbonamenti multiski, lasciando le stazioni sciistiche più piccole e indipendenti in una posizione di estrema vulnerabilità.

Impatto socioeconomico e prospettive future

Non dobbiamo dimenticare che il nostro settore è un motore economico fondamentale per le comunità montane e le aree rurali, in quanto sostiene migliaia di posti di lavoro e alimenta le attività commerciali locali, che spaziano dal settore alberghiero e della ristorazione al commercio al dettaglio e ai trasporti. Com’è prevedibile, una stagione caratterizzata da un minor afflusso di sciatori ha un impatto diretto e significativo su queste fragili economie. Ciononostante, la resilienza del settore è indiscutibile.

Nel corso dei decenni, la storia del settore ci ha ripetutamente dimostrato che a una stagione caratterizzata da scarse nevicate segue solitamente un forte aumento dell’afflusso di visitatori l’anno successivo. Grazie a una base stabile e appassionata di utenti, a continue integrazioni tecnologiche e a un fermo impegno negli investimenti infrastrutturali, il settore sciistico è pronto non solo ad attutire gli effetti del clima, ma anche a posizionarsi strategicamente per una crescita sostenuta in futuro.