Sono sempre più numerose le aziende che dimostrano un impegno nei confronti dell’ambiente. Nel post di oggi ci concentreremo in particolare sulle aziende che producono moda sostenibile e che ci piacciono moltissimo.
Oggi, il consumo eccessivo di plastica sta causando un progressivo deterioramento del pianeta, e questo ci riguarda da vicino in ogni aspetto della nostra vita, anche se non ne siamo consapevoli. Ad esempio, ha ripercussioni sulla nostra salute, sull’inquinamento o sul cambiamento climatico. Inoltre, per citare un esempio concreto, sappiamo che se la situazione dovesse continuare così, la qualità della neve sulle piste da sci peggiorerà sempre di più.
Per questo motivo, oltre all’articolo che ti proponiamo oggi, ti segnaliamo qui un post sullo sviluppo sostenibile e su come prendersi cura delle stazioni sciistiche in modo più attento ed efficace:
Inoltre, dobbiamo essere consapevoli che anche il più piccolo gesto conta. Ad esempio, passare agli spazzolini da denti in bambù (quelli di plastica impiegano 75 anni a degradarsi); sostituire le salviette struccanti con dischetti di cotone riutilizzabili e lavabili o scegliere una bottiglia di alluminio riutilizzabile: sono piccoli gesti che contribuiscono alla salvaguardia del nostro pianeta. Ricordate: non esiste un pianeta B.

Tornando alla moda sostenibile, la produzione di abbigliamento a livello mondiale è raddoppiata dall’inizio del secolo. Nel 2000 venivano prodotti 50 miliardi di capi e nel 2015 si è arrivati a 100 miliardi, secondo le stime della Fondazione Ellen MacArthur basate sui dati della Banca Mondiale. Viviamo in una società consumistica in cui compriamo tutto per usarlo e poi buttarlo via (fast fashion).
In passato, l’abbigliamento era di qualità, realizzato con ottimi materiali e confezionato in Spagna in condizioni di lavoro dignitose (slow fashion). Oggi è esattamente il contrario, e questo comporta una serie di conseguenze che vedremo ora.
Conseguenze del consumismo
La conseguenza principale è l’enorme quantità di rifiuti prodotti, in questo caso specifico di rifiuti tessili. Il 7% dei rifiuti urbani è costituito da tessuti. Ogni spagnolo produce 14 chili di rifiuti tessili all’anno, secondo l’Associazione Iberica per il Riciclaggio Tessile (Asirtex). Di questi, solo il 20% viene riciclato, una percentuale inferiore alla media dell’UE, ben lontanana dall’obiettivo del 50% fissato dal Piano Quadro Statale di Gestione dei Rifiuti (PEMAR) per il 2020. Di questi indumenti riciclati, meno dell’1% viene utilizzato per confezionare nuovi capi.
Per evitare tutto ciò, a partire dal 31 dicembre 2025 sarà disponibile un nuovo contenitore per il riciclaggio di indumenti e calzature, che andrà ad aggiungersi a quelli già esistenti per vetro, cartone, plastica e rifiuti organici.
Oltre a generare un’enorme quantità di rifiuti, l’industria tessile è una delle settori che causano il maggiore impatto ambientale a causa delle emissioni di CO2. Inoltre, anche i coloranti utilizzati nei capi di abbigliamento rappresentano una fonte significativa di inquinamento. Le acque inquinate da questi prodotti coloranti costituiscono il 20% di tutte le acque industriali inquinate a livello mondiale.
Infine, anche alcune fibre sintetiche come il poliestere hanno un forte impatto ambientale. Il problema è che il poliestere è un materiale molto utilizzato nella produzione di capi di abbigliamento. Non è biodegradabile ed è difficile da riciclare quando viene mescolato con altre fibre, cosa che avviene molto spesso. Con quali materiali si dovrebbe quindi sostituire il poliestere per realizzare capi di moda più sostenibili? Ve lo spieghiamo qui di seguito.
Oggi vi presentiamo alcuni marchi di abbigliamento che già operano nel campo della moda sostenibile e che, consapevoli della necessità di prendersi cura del nostro pianeta, utilizzano materiali sostenibili per realizzare i propri capi e li integrano nel loro sistema a strati. Così, quando andrete a comprare vestiti per sciare o semplicemente per uscire, potrete scegliere quelli realizzati con lana sostenibile o cotone biologico. In questo modo, darai il tuo piccolo contributo alla cura del pianeta.
Quali sono i materiali sostenibili
Per produrre un paio di jeans occorrono dai 10.000 ai 20.000 litri d’acqua. Tuttavia, se si utilizzano tessuti più ecologici come il cotone biologico, la lana merino, il lino, il lyocell o la canapa, il consumo di acqua è inferiore e, di conseguenza, anche l’impatto ambientale.
Il cotone biologico viene coltivato utilizzando compost naturale in sostituzione dei fertilizzanti chimici e dei pesticidi. Inoltre, il consumo idrico necessario per la sua coltivazione si riduce della metà rispetto al cotone convenzionale. Il lyocell, invece, è una fibra sintetica prodotta dalla polpa di legno proveniente da foreste gestite in modo sostenibile.
Tuttavia, è proprio la lana ad essere considerata il materiale sostenibile per eccellenza. Quando arriva l’estate, le pecore devono essere tosate a tutti i costi, quindi la lana che ne ricava può essere riutilizzata per realizzare capi di moda sostenibile come sciarpe, berretti o guanti per l’inverno. Il suo utilizzo non genera alcun tipo di rifiuto.
Inoltre, si tratta di un materiale migliore del cotone in termini di impermeabilità, poiché quest’ultimo trattiene molta umidità. Quando si suda sciando, il sudore rimane impregnato nell’indumento di cotone per tutto il giorno, provocando una sgradevole sensazione di bagnato
Pertanto, ogni volta che acquistiamo un capo d’abbigliamento, che sia termico o impermeabile per non bagnarci sulla neve, dobbiamo controllare l’etichetta ed evitare i tessuti sintetici come il poliestere, dando la preferenza a materiali come la lana, il cotone biologico, il lino o la canapa.
Quali marchi utilizzano materiali sostenibili
Vi presentiamo alcuni marchi di abbigliamento che propongono le proprie collezioni di capi sostenibili.
H&M
A settembre H&M ha lanciato una collezione di capi sostenibili per l’autunno/inverno 2019/2020. Questa collezione è realizzata con materiali riciclati o a minore impatto ambientale, come il poliestere riciclato utilizzato per abiti, camicie, maglieria e capi pesanti.

Desideriamo sottolineare come in questa collezione si distinguano anche i tessuti ricavati da bottiglie in PET usate e come i maglioni siano stati realizzati in cotone biologico o in una combinazione di fibre di lyocell Tencel.

L’obiettivo di H&M è quello di produrre capi esclusivamente con materiali sostenibili a partire dal 2030. Ci piace tantissimo!

Blaugap
Blaugap-modasana è un negozio online multimarca che propone abbigliamento sostenibile, privo di sostanze tossiche, ecologico e proveniente dal commercio equo e solidale, con certificazioni GOTS e IVN, prodotto in Francia, Germania e Repubblica Ceca.
A seconda del prodotto, possiamo trovare capi realizzati al 100% in cotone biologico, lana merino e seta, come nel caso dell’abbigliamento sportivo (che presenta ottime proprietà termiche) e dei capi con una percentuale minima di elastan (5-8%).
Sono specializzati in moda femminile e intimo, ma si possono trovare anche altri tipi di capi destinati agli uomini e ai neonati.

Abbigliamento biologico Picture
Per noi, uno dei marchi eco-sostenibili per eccellenza. Si tratta di un sito web che collabora con marchi di moda sostenibile ed è specializzato in abbigliamento da montagna e da neve. È possibile trovare sci, tavole da snowboard, scarponi da sci, comodi cappotti da montagna, berretti, ecc.

Una curiosità: Picture ricicla 50 bottiglie di plastica per realizzare una giacca da sci!
Eticamente caloroso
Si tratta di un nuovo marchio di cappotti vegani, etici ed eco-responsabili. Lanciato da Alexandra Gavrila, una giovane imprenditrice ventitreenne di Montreal, i suoi capi sono realizzati con cotone vegano proveniente dalla Scozia per l’esterno dei cappotti. Per l’imbottitura viene utilizzato un materiale biodegradabile di Primaloft, riconosciuto come uno dei migliori fornitori al mondo che collabora in modo esclusivo con grandi marchi come Patagonia e North Face. L’opzione biodegradabile è stata lanciata quest’anno ed Ethically Warm è uno dei primi a incorporarla nei propri prodotti. Le tasche interne sono realizzate in bambù cucito a Montreal.
D’altra parte, per i componenti che non sono ancora biodegradabili, come l’interno dei capi, utilizzano nylon ricavato dalla plastica riciclata raccolta dagli oceani. Infine, anche per le cerniere, prodotte a Montreal, si sta lavorando allo sviluppo di un’opzione biodegradabile.

Patto per la moda
Non si tratta di un marchio di moda sostenibile, bensì di un movimento costituito da un gruppo di aziende e multinazionali il cui obiettivo principale è promuovere la sostenibilità e il rispetto per l’ambiente nei settori industriali del tessile e della moda.
Tra i marchi che già fanno parte del Fashion Pact figurano Mango, El Corte Inglés, Auchan Retail, Bally, Calzedonia, Celio, Damartex, Decathlon, Eralda, Etam, Farfetch, Figaret, Gant, Geox, Groupe Beaumanoir, Groupe Eram, GTS Group, Kiabi, Lady Lawyer Fashion Archive, Nana Judy, Paul&Joe, Promod, Spartoo-André e Visuality Corp.

Questo non significa che tutto ciò che fanno questi marchi sia sostenibile (dovrete controllare le etichette dei capi per verificare se utilizzano materiali riciclati o meno), ma significa che si impegnano a perseguire nuovi obiettivi come l’eliminazione della plastica monouso, l’utilizzo di energie rinnovabili o la promozione di pratiche agricole non intensive.































