Il settore sciistico sta attualmente attraversando una trasformazione senza precedenti. Con l’evoluzione delle stazioni sciistiche verso modelli di gestione delle destinazioni montane attive 365 giorni all’anno, la ricerca di alternative che mantengano viva l’adrenalina invernale anche durante l’estate è diventata una priorità. In questo contesto di diversificazione, in cui abbiamo già analizzato come il cambiamento climatico stia ridefinendo le attività montane, stanno emergendo progetti che promettono di superare la barriera della stagionalità attraverso l’innovazione tecnica.

SKWHEEL non è semplicemente un nuovo dispositivo di mobilità elettrica; è un audace tentativo di riprodurre fedelmente la biomeccanica dello sci alpino su superfici solide. A differenza dei precedenti tentativi storici di “sci su rotelle”, il suo approccio si concentra sulla tecnologia all’avanguardia e sulla stabilità ad alta velocità, cercando di colmare il divario sensoriale tra la neve e la terraferma. Questa proposta arriva in un momento cruciale in cui la digitalizzazione e la modernizzazione delle località turistiche richiedono soluzioni che non siano solo divertenti, ma anche rispettose dell’ambiente e commercialmente sostenibili per il turismo attivo.

In questa intervista esclusiva per IloveSki, parliamo con Joseph Dahirel, responsabile di SKWHEEL, per approfondire i meccanismi della loro tecnologia brevettata Carve-E1. Dal processo di finanziamento in un settore così competitivo al feedback concreto dei campioni di sci che stanno già utilizzando questi dispositivi per l’allenamento fuori stagione, Dahirel ci svela se stiamo assistendo a una semplice evoluzione dello skating o alla nascita di una nuova disciplina di scivolamento che potrebbe ridefinire il futuro delle vacanze in montagna.

SKWHEEL è un progetto tecnicamente ambizioso che ha richiesto diversi anni di sviluppo. Potreste raccontarci come è nata l’idea, parlarci del vostro background come fondatori e spiegarci come siete riusciti a finanziare e sostenere una fase di ricerca e sviluppo così lunga?

Il progetto è nato dal nostro desiderio di creare una nuova attività sportiva, pensata in particolare per le stazioni sciistiche di media e bassa quota che devono fare i conti con un calo delle nevicate e che intendono sviluppare attività per tutto l’anno.

L’azienda è stata finanziata attraverso diverse fonti, tra cui prestiti bancari, il sostegno di Bpifrance e alcuni business angel.

SKWHEEL si basa su due unità motorizzate indipendenti, con l’obiettivo di riprodurre le dinamiche dello sci. Come lo definiresti oggi: una nuova disciplina o un’evoluzione dello skating? Potresti spiegare in che modo la tua tecnologia brevettata E-1 Carve Technology genera sensazioni simili a quelle della lamina e quali principi specifici dello sci – come il trasferimento del peso o l’angolazione – hanno influenzato il progetto?

SKWHEEL è una nuova disciplina di scivolamento che si ispira il più possibile allo sci. Per ricreare queste sensazioni, abbiamo collaborato strettamente con campioni di freeride e di sci alpino, chiedendo loro di testare il prodotto più volte. I loro commenti ci hanno aiutato a migliorare le nostre tecnologie e ad avvicinarci il più possibile alle sensazioni dello sci alpino.

La nostra tecnologia brevettata Carve-E1 è stata sviluppata al termine di numerose sessioni di test con questi atleti. Si basa in particolare su ammortizzatori di sterzo che utilizzano oli con viscosità specifiche, i quali contribuiscono a riprodurre il trasferimento del peso e l’inizio della curva, due principi fondamentali dello sci.

Abbiamo inoltre sviluppato un altro sistema brevettato denominato «calf locking», che permette al ciclista, una volta allacciato, di provare una sensazione molto simile a quella di indossare uno scarpone da sci. Ciò contribuisce a riprodurre l’angolazione, la postura e il coinvolgimento del corpo tipici di uno sciatore.

Affermare di riuscire a ricreare le sensazioni dello sci è una dichiarazione piuttosto audace. Che tipo di riscontri avete ricevuto dagli sciatori esperti che hanno provato SKWHEEL? Riconoscono sensazioni familiari o l’esperienza risulta comunque sostanzialmente diversa?

Oggi, diversi rinomati club sciistici francesi utilizzano SKWHEEL nell’ambito dell’allenamento dei propri atleti. Collaboriamo inoltre con maestri di sci, i quali confermano che le sensazioni provate sono molto simili a quelle del carving.

La differenza principale rispetto allo sci è la frenata. Abbiamo scelto di dare priorità alla sicurezza: a differenza dello sci, SKWHEEL non si affida allo slittamento per rallentare. Il prodotto è dotato di un doppio sistema di frenata, sia elettronico che meccanico, che garantisce una frenata sicura, potente e progressiva. A ciò si aggiunge un baricentro basso, che assicura una stabilità ottimale.

Per gli sciatori, il carving è una questione di gestione della pressione, di presa di spigolo e di fluidità. In che misura SKWHEEL riesce a riprodurre questo tipo di sensazioni e quali sono, secondo te, le principali differenze rispetto al carving sulla neve?

Il nostro sistema Carve-E1 è il cuore della tecnica di curva di SKWHEEL. Per iniziare una curva, basta che il rider si inclini sui bordi: il sistema si attiva automaticamente e favorisce la curva.

A bassa velocità, questo rende il prodotto molto maneggevole. Superati i 15 km/h circa, il ciclista inizia davvero a provare la sensazione di curvare e di effettuare curve strette, con un’esperienza di guida fluida e dinamica.

A differenza dello sci, SKWHEEL funziona su superfici dure prive di assorbimento naturale. Quali sono gli attuali limiti tecnici nel riprodurre il comportamento tipico dello sci e come garantite la stabilità e la sicurezza alle velocità più elevate?

SKWHEEL è stato progettato per l’uso fuoristrada. Può essere utilizzato sulle piste da sci alpino in estate, in particolare sull’erba – preferibilmente quando è stata appena falciata –, nonché sulle piste da sci di fondo, sui sentieri escursionistici, sui sentieri forestali, sulle spiagge in prossimità dell’acqua e in contesti urbani.

Il prodotto è inoltre pienamente omologato per l’uso su strada, il che lo rende adatto a scopi sportivi, ricreativi e di mobilità.

Dato che le località montane cercano sempre più spesso di offrire attività durante tutto l’anno, intravede la possibilità di un’integrazione all’interno dei comprensori sciistici e come immagina il suo ruolo nel settore sciistico in senso lato?

In Francia stiamo già collaborando con diverse stazioni sciistiche che considerano SKWHEEL una nuova attività di scivolamento da proporre ai propri clienti. Il prodotto può essere utilizzato sulle piste da sci di fondo, sulle vie verdi e sulle piste da sci alpino durante la stagione estiva.

Il nostro obiettivo è aiutare le località turistiche nella loro transizione verso un’offerta turistica tutto l’anno, proponendo un’esperienza di scivolamento innovativa e accessibile, che si ispira direttamente allo sci.


 

Auguriamo al team SKWHEEL ogni successo in questa ambiziosa impresa, che promette di colmare il divario tra le stagioni per gli appassionati di sci.

Noi di IloveSki siamo ansiosi di vedere come si svilupperà questo progetto e speriamo di poterlo provare di persona nei Pirenei francesi prima dell’inizio della stagione invernale. Sarebbe un privilegio poter fornire al nostro pubblico un resoconto concreto su un’iniziativa così straordinaria, e non vediamo l’ora di provare molto presto quella “sensazione di carving” sulla terraferma.