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- Il Basser Negre offre uno scenario straordinario per l’esordio dei Campionati mondiali FIS di freeride, con condizioni di neve eccezionali.
- Liam Rivera (SUI), Mia Jones (USA), Ben Richards (NZL) e Zuzanna Witych (POL) entrano nella storia del freeride mondiale
- Podio per Núria Castán Barón e prestazione di alto livello di Joan Aracil, frenata da una caduta finale
Martedì scorso il freeride ha vissuto una di quelle giornate che segnano una svolta: il freeride ha ora i suoi campioni del mondo.
Il debutto degli Allianz FIS Freeride World Championships 2026 by Mammut ha riunito, per la prima volta sotto l’egida della FIS, l’élite mondiale dello sci e dello snowboard freeride su un unico versante: l’imponente Basser Negre (2.687 m) di Ordino.
Le intense nevicate delle ultime ore – oltre 30 cm durante la notte – hanno lasciato il terreno in condizioni ottimali. Dopo una mattinata caratterizzata da nuvolosità, la competizione è potuta iniziare alle 13:00, con visibilità sufficiente e neve profonda e impegnativa.
L’atmosfera al traguardo è stata all’altezza del momento storico: pubblico entusiasta, bandiere, emozione contenuta e la sensazione condivisa di assistere alla nascita di una nuova era per il freeride.
La prestazione dei rider spagnoli in questi Campionati del Mondo conferma inoltre l’ottimo momento che sta vivendo il freeride nazionale in questa stagione. Dopo l’alto livello dimostrato settimane fa nel Freeride World Tour di Baqueira Beret 2026 – dove i rappresentanti spagnoli hanno già dato chiari segnali di ambizione, solidità tecnica e maturità competitiva – la squadra ha nuovamente ottenuto ottimi risultati in un contesto mondiale e su un terreno estremamente impegnativo.
Il podio di Núria Castán Barón e la linea impegnativa di Abel Moga rafforzano l’idea che la Spagna non solo compete, ma si consolida come un paese sempre più presente e rispettato nel freeride internazionale, capace di mettere a segno buone prestazioni sia nel circuito del Freeride World Tour che in appuntamenti storici come questi primi Campionati Mondiali FIS.
Liam Rivera firma la prima pagina d’oro per la Svizzera nello snowboard maschile
Liam Rivera (SUI) è stato il grande protagonista della giornata nello snowboard maschile. Con una discesa solida e fluida, lo svizzero ha saputo combinare la lettura del terreno, il controllo nelle zone rocciose e un potente doppio trick finale che gli è valso 84,33 punti e il primo titolo mondiale della storia in questa disciplina.
“Diventare il primo campione del mondo FIS è un sogno. Oggi pensavo solo a fare una discesa perfetta. Questa vittoria è di tutta la mia squadra.” – Liam Rivera
Victor de Le Rue (FRA), ultimo a partire e sotto pressione, ha risposto con una linea aggressiva e un 360 iniziale da manuale che gli ha assicurato il secondo posto (80,00). L’americano Michael Mawn ha completato il podio dopo una discesa impegnativa e molto pulita, totalizzando 69,00 punti in una performance tanto breve quanto memorabile.
Mia Jones conferma il suo dominio e Núria Castán torna a brillare nei Pirenei nello snowboard femminile
Mia Jones (USA) ha dimostrato ancora una volta perché è una delle grandi sensazioni del freeride attuale. Con un ingresso deciso nella parte alta, velocità costante e controllo assoluto su pendii estremi, l’americana ha conquistato l’oro con 84,00 punti.

La francese Noémie Equy si è classificata seconda (81,33), mentre Núria Castán Barón (ESP) ha offerto ancora una volta una di quelle discese che conquistano il pubblico: linea diretta, difficoltà tecnica e solidità, aggiudicandosi una meritata medaglia di bronzo (79,00).
Ben Richards stupisce tutti e regala alla Nuova Zelanda la sua prima medaglia d’oro mondiale nello sci maschile
Ben Richards (NZL) ha firmato una delle discese più complete della giornata. Tecnica, velocità, ampiezza e controllo assoluto in una linea che ha sfiorato la perfezione e che gli è valsa il punteggio più alto del campionato: 91,67 punti.
“Non riesco ancora a rendermene conto. Rappresentare la Nuova Zelanda in questo modo è un immenso orgoglio.” – Ben Richards
Il francese Ugo Troubat si è classificato secondo (86,00), mentre il giovane Kai Jones (USA) ha completato il podio con 76,67 punti, condividendo la ribalta con sua cugina Mia Jones in una giornata storica per la famiglia.
Abel Moga ha concluso all’ottavo posto (68 punti) dopo una linea molto impegnativa e con la firma del rider aranese. Lo spagnolo ha scelto di scendere lungo un corridoio stretto e roccioso, per poi coronare la sua performance con un backflip perfettamente eseguito.
Zuzanna Witych entra nella storia dello sci femminile polacco
La gara femminile di sci è stata interrotta a causa della scarsa visibilità, ma poiché era stato superato il numero minimo di discese previsto dal regolamento, i risultati sono stati convalidati.
“Rappresentare il mio Paese e vincere qui è qualcosa che non dimenticherò mai.” – Zuzanna Witych
Zuzanna Witych (POL) ha saputo gestire meglio di chiunque altro condizioni sempre più complesse, realizzando una discesa intelligente e potente che le è valsa 80,33 punti e il titolo mondiale. Justine Dufour-Lapointe (CAN) si è classificata seconda (76,33) e Molly Armanino (USA) ha completato il podio.
La Francia è in testa alla classifica delle nazioni
Oltre alle incoronazioni individuali, questi primi Campionati Mondiali FIS di Freeride sono stati il palcoscenico per il debutto della Classifica delle Nazioni, un formato che pone l’accento sulle prestazioni collettive e sulla solidità delle squadre nazionali in tutte le discipline.
Il sistema di punteggio ha tenuto conto dei primi cinque classificati di ogni categoria, assegnando una valutazione progressiva in base alla posizione finale. Un approccio che premia non solo le medaglie, ma anche la regolarità, la profondità della squadra e la capacità di posizionare i rider nelle prime posizioni della classifica, anche in condizioni difficili e su un terreno di alta montagna come il Basser Negre.
In questo contesto, la Francia è stata la nazione più costante del campionato. Al di là dei podi, la squadra francese ha dimostrato una presenza costante nelle finali, con rider capaci di assumersi dei rischi, leggere il terreno con intelligenza e mantenere un alto livello tecnico in tutte le categorie. Una conferma del lavoro strutturale che il Paese porta avanti da anni nel freeride, dalle basi fino all’élite internazionale.
Gli Stati Uniti hanno concluso al secondo posto, grazie a prestazioni di grande impatto, in particolare nello snowboard e nello sci femminile, e a una nuova generazione di rider che unisce creatività, potenza e una chiara cultura del freeride competitivo. Il Canada, dal canto suo, ha chiuso il podio delle nazioni grazie alla sua solidità tecnica e all’esperienza dei suoi rappresentanti in scenari di alta montagna.





























