In un settore turistico in piena trasformazione, sono pochi quelli che incarnano con tanta precisione l’equilibrio tra rigore, umanità e passione. Alla guida di Sunweb France, Cécile Revol vanta un percorso singolare, improntato all’internazionalità, all’audacia e alla curiosità. Dal mare alla montagna, dalle crociere alle vette alpine, ha tracciato un percorso guidato da una semplice convinzione: si può dirigere con rigore senza mai perdere di vista l’essenziale, ovvero il piacere di scoprire e far crescere gli altri.

Il suo sguardo sulla montagna è allo stesso tempo lucido e benevolo: parla di una montagna che deve rimanere accessibile, di un settore che deve reinventarsi senza rinnegare se stesso. Ma dietro la dirigente esperta si nasconde una donna appassionata, che ha girato il mondo con lo zaino in spalla, ha corso una mezza maratona per sfida personale e ha ripreso a sciare dopo vent’anni di interruzione a causa di una fobia dell’altezza.

In questa intervista Face to Face, Cécile Revol si confida con franchezza e umiltà. Racconta il suo percorso, le sue motivazioni, i suoi valori e la sua visione del futuro del turismo montano. Un incontro stimolante con una donna per la quale il viaggio rimane soprattutto uno stato d’animo.

Cécile REVOL, può parlarci di lei e del suo percorso professionale?

Mi chiamo Cécile Revol, ho 54 anni e il filo conduttore del mio percorso è senza dubbio il turismo. Ho la fortuna di vivere della mia passione, che è anche il mio lavoro, con un percorso profondamente internazionale, che mi definisce senza dubbio al meglio. Sono cresciuta negli Stati Uniti, immersa nella cultura nordamericana. Ma sono originaria della regione di Lione, dove lo sci faceva già parte della mia vita quotidiana: avevamo una casa a Briançon, vicino a Serre-Chevalier, e conservo i miei primi ricordi di montagna di quel periodo.

Il mio amore per i viaggi e le lingue straniere si è affermato molto presto. Dopo gli studi in Francia, ho partecipato a un programma Erasmus in Germania, che mi ha permesso di imparare il tedesco e di rafforzare ulteriormente la mia apertura verso l’internazionale. È stato naturale per me orientarmi verso una carriera nel settore turistico, iniziando con compagnie di crociera greche. La crociera rimane il mio “prodotto del cuore”: ho sempre amato il mare, l’idea di viaggio, di libertà, di evasione.

Dopo gli attentati dell’11 settembre 2001, il settore crocieristico ha subito una brusca battuta d’arresto. Ne ho approfittato per negoziare un licenziamento e realizzare un sogno: partire per un anno in giro per il mondo con lo zaino in spalla insieme alla mia migliore amica. È stata un’esperienza eccezionale: abbiamo attraversato una quindicina di paesi, tra cui l’Isola di Pasqua e il Tibet, e ancora oggi considero quell’anno il più bello della mia vita. Mi ha insegnato due cose fondamentali: che bisogna sempre mantenere il distacco, perché non salviamo vite umane, ma vendiamo sogni, viaggi, e che con un passaporto e una carta di credito tutto diventa possibile.

Al mio ritorno, sono entrata a far parte del gruppo Odalys, agli esordi nel settore delle residenze turistiche. Ho vissuto un periodo estremamente arricchente, caratterizzato da una forte crescita e da uno spirito imprenditoriale. Ho ricoperto diversi ruoli, fino a diventare direttrice commerciale, funzione che ho svolto per tredici anni. Questa lunga esperienza mi ha permesso di acquisire una visione globale del mercato, della distribuzione e della gestione dei team.

Cécile REVOL in mare, la sua altra passione
Cécile REVOL in mare, la sua altra passione

Dopo questi anni intensi, ho deciso di prendermi un anno sabbatico per ritrovare me stessa. Questa volta non per viaggiare, ma per prendermi cura di me stessa. Mi sono posta una sfida: correre una mezza maratona e perdere 25 chili. Ho lavorato sodo, con l’aiuto di un coach, e ho raggiunto i miei obiettivi: correre la mezza maratona di Lione in 2 ore e 14 minuti è per me un vero motivo di orgoglio. È stata una svolta personale: a 45 anni, mi sentivo ricaricata e pronta a scrivere un nuovo capitolo.

Quando ho ripreso la mia carriera professionale, mi sono resa conto di una cosa: nonostante la mia esperienza, avevo bisogno di competenze aggiuntive, ovvero la distribuzione B2C e il marketing digitale. Ho quindi deciso di imparare. Sono entrata a far parte del gruppo Travel Factory, uno dei miei ex clienti, per immergermi in questo mondo e rafforzare le mie competenze alla guida della BU B2B2C Locatour. Questa immersione mi ha aperto le porte dell’azienda che seguivo da tempo: il gruppo Sunweb.

Da anni ammiravo il suo modello: un’azienda internazionale, completamente digitalizzata, orientata esclusivamente al B2C, con una visione chiara e audace. Nel 2018 ho avuto la fortuna di essere assunta nella direzione generale di Sunweb France. Sono ormai quasi otto anni che ricopro questa posizione, con tre ruoli principali: direzione generale Francia, direzione dell’ufficio di Parigi per l’attività di tour operator nel bacino del Mediterraneo e supervisione della nostra filiale di alloggi nelle Alpi, che gestisce 25 strutture (hotel, residence e chalet). Oggi gestiamo circa 5.000 posti letto, cercando di colmare le lacune lasciate dagli operatori ricettivi tradizionali. Infine, mi occupo dei rapporti con gli operatori dei comprensori sciistici, in particolare della negoziazione dei contratti per gli skipass.

Cécile REVOL, quali sono le sue passioni?

Il viaggio rimane la prima, quella che mi anima da sempre. Mi piace partire, evadere, sentire che mi allontano dalla quotidianità. Il mare occupa un posto speciale in questa passione: salire su una barca, prendere il largo, guardare l’orizzonte, è per me una fonte infinita di libertà. Ho ancora molti sogni da realizzare, come attraversare l’Atlantico e arrivare a New York sulla Queen Elizabeth, o partire per osservare gli orsi polari nell’Artico. Questi progetti sono forse per il futuro, ma alimentano la mia immaginazione e la mia energia.

Viaggiare significa soprattutto andare alla scoperta di altri luoghi, di culture diverse, di spazi che sconvolgono i nostri punti di riferimento. Questo gusto per l’alterità è profondamente radicato in me. Mi piace provare quella sensazione di distacco, quella curiosità che suscita l’ignoto: è ciò che mi spinge a continuare a esplorare, anche se oggi i miei viaggi sono più brevi e spesso legati alla mia attività professionale. Tra pochi giorni partirò per un trekking nel deserto marocchino, al confine con l’Algeria, per staccare la spina e ricaricare le batterie tra le dune.

Ma oltre alla passione per i viaggi, ho anche un sincero attaccamento alla vita urbana, e in particolare a Parigi, dove vivo gran parte del tempo. Amo l’effervescenza parigina, quell’energia fatta di cultura, arte, mostre, incontri, spontaneità. Parigi mi stimola, intellettualmente e umanamente. Mi piace passeggiare, visitare un museo, andare a teatro, cenare in un locale animato… insomma, godermi questa incredibile ricchezza culturale. Ho davvero la sensazione di vivere alla parigina, con curiosità e golosità, pur mantenendo le mie radici montane e il mio amore per i grandi spazi aperti.

Cécile REVOL in montagna
Cécile REVOL in montagna

Infine, se i viaggi e la cultura sono le mie passioni fondamentali, aggiungerei forse una dimensione più intima: il movimento. Amo la sensazione di andare avanti, di imparare, di superare me stessa. Che sia attraverso lo sport, una passeggiata in montagna o una nuova esperienza, amo questa dinamica che mi collega alla vita. È parte integrante della mia personalità.

Quali sono le sue motivazioni? Perché ti alzi la mattina?

Mi alzo la mattina perché amo quello che faccio. È semplice. Ho l’immensa fortuna di non avere mai la sensazione di “lavorare” nel senso restrittivo del termine. Svolgo un lavoro che trovo appassionante, in un ambiente stimolante, con team formidabili e un’azienda di cui condivido profondamente i valori. È una combinazione rara, e ne sono consapevole ogni giorno.

Sono animata dalla passione per il turismo, naturalmente, ma anche dall’interesse per le persone. Ciò che mi motiva di più sono i legami, gli incontri, la trasmissione. Mi piace scoprire talenti, perle rare, spesso giovani, e accompagnarli nel loro sviluppo, aiutarli a crescere, a realizzarsi professionalmente. Vedere qualcuno realizzarsi grazie alla fiducia che gli è stata data è per me una fonte immensa di soddisfazione. Il management, nel senso nobile del termine, è senza dubbio la parte del mio lavoro che mi dà più piacere.

Cécile REVOL e il Ministro del Turismo
Cécile REVOL e il Ministro del Turismo

Credo profondamente in una forma di leadership benevola e responsabilizzante. Ho sempre avuto la fortuna di lavorare in strutture che mi hanno lasciato grande autonomia, ed è un valore che a mia volta trasmetto. Dare libertà ai miei team, permettere loro di prendere iniziative, di sbagliare a volte, ma soprattutto di imparare: è questo, secondo me, che fa crescere un’azienda e i suoi collaboratori.

Infine, la mia motivazione si basa anche su una filosofia di vita che cerco di applicare ogni giorno: fare le cose con serietà, ma senza prendersi troppo sul serio. Mi piace ricordare che non facciamo operazioni a cuore aperto. Vendiamo soggiorni, viaggi, esperienze, in altre parole, felicità. E se, nel peggiore dei casi, un cliente perde l’aereo, è comunque recuperabile. Questa capacità di relativizzare, di mantenere il senso delle priorità, mi aiuta ad andare avanti con serenità e a infondere uno stato d’animo positivo intorno a me.

Cécile REVOL, qual è la sua più grande soddisfazione?

Se dovessi riassumere le mie più grandi soddisfazioni, le riassumerei senza dubbio in due parole: superamento ed equilibrio. Il superamento, perché ho sempre avuto bisogno di dimostrare a me stessa che potevo andare oltre, sia nella mia vita personale che professionale. E l’equilibrio, perché col tempo ho imparato a trovare un giusto compromesso tra ambizione, esigenza e piacere.

A livello personale, il mio più grande orgoglio è quello di essere riuscita a superare i miei limiti fisici. Per molto tempo non sono stata affatto sportiva, ma un giorno ho deciso di prendere in mano la situazione: mi sono rivolta a un coach e mi sono posta una sfida chiara: correre una mezza maratona e perdere 25 chili. È stato un percorso sia fisico che mentale, quasi iniziatico. Mi sono attenuta a questo obiettivo e sono andata fino in fondo. Quel momento rimane impresso nella mia memoria, perché simboleggia la determinazione, la perseveranza e l’idea che tutto è possibile quando ci si mette d’impegno.

Provo la stessa sensazione quando vinco una partita di tennis, anche senza pubblico né arbitro, in un piccolo club di quartiere. Ogni vittoria, per quanto modesta, mi dà l’esaltante sensazione di aver vinto il Roland-Garros! Amo questa sensazione di sforzo ricompensato, di progresso, di superamento di me stessa. E lo stesso vale quando cammino in montagna: raggiungere una vetta, un lago o semplicemente superare una tappa difficile mi procura una gioia pura. Ho avuto la fortuna di fare grandi escursioni, fino al Nepal, e ogni volta provo la stessa emozione: la soddisfazione di aver resistito, di aver avanzato, di aver raggiunto un obiettivo.

Cécile REVOL e Henri LECONTE al torneo Roland Garros
Cécile REVOL e Henri LECONTE al torneo Roland Garros

Sul piano professionale, la mia più grande soddisfazione è stata quella di entrare a far parte di Sunweb. Per me è stato come raggiungere il Santo Graal. Ammiravo da tempo questa azienda, la sua visione, il suo modello digitale, la sua internazionalizzazione. Entrare a far parte di questa struttura che rispettavo così tanto è stata una gioia immensa, ma anche un riconoscimento del percorso compiuto. È una sensazione di appagamento.

Ma al di là di questo successo, sono anche orgogliosa di aver saputo fare scelte personali coraggiose, di aver saputo prendere le distanze quando era necessario. Prendermi del tempo per me stessa, osare una pausa, decidere il mio percorso piuttosto che subirlo: queste sono alcune delle mie più belle vittorie. Ho sempre lavorato con intensità, ma senza mai lasciarmi divorare dal lavoro. Credo che la mia più grande soddisfazione sia stata quella di aver saputo mantenere il controllo sulla mia vita, di aver proceduto con lucidità ed entusiasmo, senza perdere di vista l’essenziale.

Cécile REVOL al Roland GARROS
Cécile REVOL al Roland GARROS

Cécile REVOL, ha dei rimpianti?

Non sono una persona che vive di rimpianti. Al contrario, cerco sempre di trasformare le difficoltà in opportunità, di trarre il positivo anche dai periodi più complessi. Naturalmente, come tutti, ho vissuto momenti in cui le cose non sono andate come avevo immaginato, ma non ho mai voluto soffermarmi sul “se avessi saputo”. Ho un temperamento ottimista e combattivo, e credo che questo modo di affrontare la vita mi abbia aiutato molto, sia sul piano personale che professionale.

Considero ogni esperienza, anche la più difficile, come una tappa utile. C’è sempre qualcosa da imparare, da capire o da correggere per il futuro. E forse è proprio questo modo di andare avanti, senza rimuginare sul passato, che mi ha permesso di mantenere una rotta chiara. Preferisco di gran lunga concentrarmi su ciò che è ancora possibile, su ciò che resta da vivere, da fare, da scoprire.

Cécile REVOL in montagna
Cécile REVOL in montagna

Se dovessi citare un “non rimpianto”, forse sarebbe quello di non aver ancora vissuto alcune cose che sogno da tempo, come lavorare a bordo di una nave da crociera. È un progetto che mi affascina da sempre. Ma anche in questo caso, non lo considero una mancanza, piuttosto un orizzonte ancora aperto. La vita non è finita e mi lascio sempre la possibilità di scrivere nuovi capitoli.

Se avessi una lista di tre desideri per la montagna, quali sarebbero?

Se avessi tre desideri per la montagna, il primo sarebbe senza dubbio che diventasse più accessibile. È un argomento che mi sta particolarmente a cuore. Ho la sensazione che ci stiamo dirigendo verso una montagna sempre più elitista, dove l’aumento della qualità degli alloggi e l’impennata dei prezzi escludono progressivamente una parte del pubblico. Per me, invece, la montagna deve rimanere uno spazio aperto, un luogo di condivisione e di respiro accessibile a tutti.

Credo profondamente in una montagna popolare e inclusiva, dove tutti possano trovare il proprio posto, che si tratti di una famiglia modesta, di uno studente o di un appassionato venuto da lontano. È anche in questo spirito che lavoriamo alla Sunweb: proporre offerte accessibili, gamme a tre o tre stelle plus, alloggi confortevoli senza eccessi. Cerchiamo di preservare questo equilibrio, di ridare vita ad alcune strutture alberghiere a conduzione familiare, spesso minacciate di chiusura. Mi piace citare l’esempio di Châtel, dove il comune ha avuto l’intelligenza di acquistare un hotel a conduzione familiare per evitare che diventasse un insieme di letti freddi. Ci ha affidato la gestione e oggi la struttura è attiva dieci mesi all’anno. È un successo condiviso che dimostra che è possibile seguire un’altra strada: una montagna viva, equilibrata, dove il turismo porta benefici anche al territorio.

Inaugurazione dell'hotel a Châtel
Inaugurazione dell’hotel a Châtel

Il mio secondo desiderio sarebbe che la montagna affrontasse con determinazione la ristrutturazione energetica. A mio avviso, si tratta di una sfida colossale, di cui non misuriamo ancora tutta la portata. Il patrimonio immobiliare di montagna, in particolare nelle località turistiche, è obsoleto, energivoro e talvolta inadatto alle esigenze climatiche ed ecologiche odierne. Abbiamo la responsabilità collettiva di anticipare questa transizione, di investire massicciamente nell’efficienza energetica, nei materiali sostenibili, nella ristrutturazione piuttosto che nella costruzione. Si tratta di una sfida economica, ma soprattutto etica. Preservare la montagna significa preservare il nostro futuro comune.

Infine, il mio terzo desiderio è che la montagna rimanga soprattutto uno spazio di gioia e libertà. Mi piacerebbe che conservasse questo potere magico di disconnessione e meraviglia, soprattutto per i bambini. Ogni inverno porto mio nipote a sciare e vederlo correre sulle piste dalle otto del mattino alle cinque del pomeriggio, senza mai volersi fermare, è per me l’immagine più pura di ciò che la montagna può offrire: gioia, gioco, semplice felicità.

Quando mi dice, con gli occhi luccicanti, che vuole già tornarci l’anno prossimo, mi dico che non tutto è perduto: la montagna conserva ancora questo potere di fascino, di trasmissione, di comunione con la natura.

Cécile REVOL, come vede il futuro?

Quando penso al futuro, lo vedo soprattutto nella continuità di ciò che amo profondamente: l’industria del turismo e, in particolare, quella della montagna. È un mondo che mi appassiona e nel quale desidero investire il più a lungo possibile. Vedo ancora molte cose da fare, trasformazioni da accompagnare, sfide da affrontare. La montagna sta vivendo oggi un periodo di svolta – tra transizione ecologica, adattamento climatico ed evoluzione degli usi – e desidero partecipare attivamente a questa trasformazione, dare il mio contributo.

A livello più personale, sto anche ricominciando a praticare lo sci, cosa che per me non è banale. Sono stata a lungo lontana dalle piste a causa di una forte vertigine, cosa che spesso divertiva i miei colleghi: la professionista dello sci che non scia! Ma dall’anno scorso ho deciso di superare questa paura. Ho ripreso a usare le cabinovie e sto lavorando per riprendere le seggiovie, un passo dopo l’altro. Ritrovare il piacere dello sci è un simbolo forte per me, un modo per rivivere più pienamente ciò che contribuisco a far vivere agli altri.

Cécile REVOL sugli sci
Cécile REVOL sugli sci

Credo molto nel concetto di piacere nel lavoro. Finché mi piace quello che faccio, finché mi sento utile e stimolata, non ho alcuna voglia di cambiare strada. Il giorno in cui questo piacere svanirà, lo capirò e mi reinventerò. Ho ancora molti sogni.

Ma fino ad allora, voglio continuare a investire in questo settore favoloso che è la montagna, accompagnarne l’evoluzione, sostenere coloro che lo rendono vivo e trasmettere questa passione alle nuove generazioni. Amo quello che faccio, amo le persone con cui lo faccio e voglio che duri il più a lungo possibile.