Progettato per collegare in quattro minuti la parte bassa di Bellepierre all’altopiano di La Montagne, a Saint-Denis de La Réunion, questo progetto incarna una nuova visione della mobilità urbana: più fluida, più pulita e più umana.
Per comprendere le sfide di questa realizzazione fuori dal comune, I Love Ski ha intervistato Mehdi Caillis-Menadjlia, Direttore degli Affari Pubblici e Direttore dei Trasporti Urbani presso MND. Esperto conoscitore delle dinamiche territoriali e delle politiche pubbliche, Mehdi guida oggi lo sviluppo mondiale del ramo urbano del gruppo MND.
Con passione e precisione, ci illustra la genesi di questo progetto pionieristico, le tecnologie Smart Grid che lo rendono una novità mondiale e la filosofia di co-costruzione che guida MND nei suoi progetti urbani in tutto il mondo.
I Love Ski: Mehdi, può ricordarci il contesto di questo progetto e cosa lo rende un’avventura così singolare per MND?
Mehdi Caillis-Menadjlia (MND): Questo progetto ha un significato molto particolare per noi. La Riunione è un territorio francese a tutti gli effetti, ma dotato di un’identità insulare, culturale e ambientale estremamente forte. Si trattava innanzitutto di ascoltare, comprendere e co-costruire. Abbiamo voluto immaginare un’infrastruttura di trasporto che fosse allo stesso tempo utile, sobria e significativa per gli abitanti.
Il consorzio ZÈL La Montagne, che guidiamo, riunisce diverse aziende locali – SBTPC SOGEA Réunion, SODIPARC, STEM International, ma anche architetti e ingegneri del territorio (L’ATELIER Architectes et Ingénieurs) – al fine di garantire un approccio integrato, dall’ingegneria civile alla gestione. Si tratta di un approccio volontario: quello di un progetto pensato da e per gli abitanti della Riunione. La sfida non era quella di fornire una soluzione “chiavi in mano” dalla metropoli, ma di radicare il progetto nella realtà sociale, climatica e geografica dell’isola.

Il rilievo scosceso, i microclimi, l’alta densità urbana nelle zone basse e la crescita demografica nelle zone alte rendevano la mobilità particolarmente complessa. ZÈL La Montagne risponde a questa equazione: aprire il territorio senza snaturarlo e fluidificare gli spostamenti riducendo la dipendenza dall’automobile.
Love Ski: MND parla di una prima mondiale: una funivia urbana al 100% neutra dal punto di vista energetico. Cosa significa concretamente?
Mehdi Caillis-Menadjlia (MND): Effettivamente, ZÈL La Montagne sarà la prima funivia urbana al mondo in grado di produrre tanta energia quanta ne consuma. Si tratta di una vera e propria rivoluzione nel modo di concepire la mobilità urbana, perché non è solo un mezzo di trasporto decarbonizzato, ma un sistema energetico autosufficiente.
Questa performance si basa su un dispositivo innovativo: lo Smart Grid, una rete elettrica intelligente progettata per ottimizzare costantemente la produzione, il consumo e la ridistribuzione dell’energia. Il suo ruolo è quello di gestire in tempo reale l’equilibrio energetico dell’impianto. In concreto, distribuisce l’elettricità tra i diversi punti di consumo – il motore della funivia, gli edifici tecnici, gli spazi annessi – e reimmette automaticamente l’eccedenza nella rete locale.

L’innovazione consiste nel fatto che ogni componente diventa un attore del sistema energetico globale: le stazioni, i parcheggi di interscambio, gli spazi di accoglienza e persino le aree tecniche sono integrati in un circolo virtuoso di produzione e consumo locale.
L’energia è generata da due fonti principali: da un lato, i pannelli fotovoltaici installati sui tetti degli edifici del progetto; dall’altra, il recupero di energia durante la discesa delle cabine, un principio direttamente ispirato alla frenata rigenerativa utilizzata nei veicoli elettrici.
I Love Ski: Lei parla di recupero di energia durante le discese. Può spiegare meglio questo principio?
Mehdi Caillis-Menadjlia (MND): Sì, è uno degli aspetti più affascinanti del progetto. Quando una cabina scende, in particolare quando trasporta passeggeri, genera una forza gravitazionale che aziona meccanicamente il motore.
Tradizionalmente, questa energia potenziale viene dissipata sotto forma di calore attraverso i sistemi di frenata classici. Ma nel caso di ZÈL La Montagne, abbiamo scelto di trasformare questo vincolo fisico in un’opportunità energetica. Grazie a variatori rigenerativi di ultima generazione, l’energia meccanica derivante dalla discesa viene convertita in elettricità. Questa elettricità, lungi dall’essere persa, viene poi immagazzinata o reimmessa direttamente nella Smart Grid della funivia, dove alimenta altri componenti del sistema, che si tratti di edifici, attrezzature ausiliarie o del motore durante le fasi di salita.
Questo meccanismo di recupero trasforma il movimento stesso della funivia in un ciclo energetico virtuoso: più l’impianto funziona, più contribuisce alla sua autonomia. Non si tratta quindi semplicemente di risparmiare energia, ma di chiudere il ciclo energetico, ridando vita a ciò che la gravità offre naturalmente.
I Love Ski: Perché questo dispositivo è particolarmente rilevante per La Réunion?
Mehdi Caillis-Menadjlia (MND): L’isola della Riunione presenta un contesto geografico ed energetico molto specifico. Isolata nel cuore dell’Oceano Indiano, dipende in gran parte da risorse locali limitate e da una produzione energetica ancora parzialmente fossile. In questo contesto, ogni iniziativa volta a rafforzare l’autonomia energetica del territorio assume una dimensione strategica.
L’integrazione di una Smart Grid in un progetto di mobilità urbana come ZÈL La Montagne consente proprio di ridurre la dipendenza dalle energie importate, migliorando al contempo la resilienza della rete locale.

I Love Ski: La CINOR ha chiesto di integrare la gestione e la manutenzione. Come avete risposto a questa richiesta?
Mehdi Caillis-Menadjlia (MND): Si tratta effettivamente di una richiesta importante da parte della CINOR, che desiderava andare oltre il classico modello di progettazione-realizzazione. L’obiettivo non era solo quello di costruire un impianto efficiente, ma anche di garantirne la durata, l’affidabilità e il radicamento locale nel tempo.
Per rispondere a questa ambizione, abbiamo creato una società dedicata alla gestione e alla manutenzione, una struttura senza precedenti in questo tipo di progetto, di cui MND detiene circa il 40% delle azioni. Le altre quote sono detenute da attori della Riunione, in particolare SODIPARC e STEM International, che hanno già esperienza nella gestione delle infrastrutture di trasporto sull’isola.
Questo modello di governance mista garantisce un equilibrio tra competenza industriale e conoscenza del territorio. Crea un rapporto di fiducia e corresponsabilità, in cui ciascuno contribuisce secondo le proprie competenze: MND per la tecnologia e la manutenzione di alto livello, i partner locali per la gestione operativa e la vicinanza agli utenti.
Questo approccio mira a trasferire in modo sostenibile il know-how. Fin dalla fase di messa in servizio, abbiamo integrato un programma di formazione specifico destinato ai tecnici della Riunione, affinché diventino pienamente autonomi nell’utilizzo dell’apparecchio. Non vogliamo che dipendano costantemente dal costruttore, ma che possano appropriarsi dell’impianto, comprenderlo e farlo evolvere.
I Love Ski: Il progetto prevede anche un sistema di “rimpatrio integrato”. In cosa consiste?
Mehdi Caillis-Menadjlia (MND): Il rimpatrio integrato è uno dei dispositivi di sicurezza più innovativi di questo progetto. Si tratta di un sistema che, in caso di guasto tecnico o interruzione della rete principale, consente di riportare automaticamente le cabine alle stazioni, senza interventi esterni né evacuazioni in quota.
In concreto, se si verifica un incidente – che si tratti di un’interruzione di corrente, di un problema meccanico o di una situazione meteorologica imprevista – il sistema subentra immediatamente. Si basa su un motore di emergenza indipendente, integrato nell’impianto, che assicura il ripristino del movimento delle cabine fino alle stazioni.

Per i passeggeri questo cambia tutto: rimangono a bordo, al sicuro e all’asciutto, mentre il sistema riporta dolcemente le cabine alla stazione. Questo protocollo evita l’evacuazione verticale, sempre complessa e rischiosa, soprattutto in zone boschive o scoscese come quelle del versante della Montagna.
I Love Ski: Si può considerare ZÈL La Montagne un modello esportabile?
Mehdi Caillis-Menadjlia (MND): Assolutamente sì. ZÈL La Montagne incarna una filosofia di progettazione e gestione che desideriamo diffondere a livello internazionale. Questo progetto illustra la nostra strategia: essere pionieri in modelli di mobilità che combinano innovazione tecnica, sostenibilità ambientale e forte radicamento territoriale. Non cerchiamo di riprodurre all’infinito gli stessi schemi, ma di progettare infrastrutture adatte alle peculiarità di ogni territorio.
Dal 2024, MND si è dotata di una nuova gamma disaccoppiabile, ORIZON, che ora ci permette di rivolgerci pienamente al mercato mondiale del trasporto urbano via cavo. Questa tecnologia, frutto di diversi anni di ricerca e sperimentazione, è stata pensata per rispondere alle sfide specifiche delle città densamente popolate, delle zone montuose o delle isole, dove la topografia rende le soluzioni classiche complesse e costose. Privilegiamo i progetti in cui il nostro valore aggiunto è reale, dove la co-costruzione con gli attori locali permette di creare un progetto unico, utile e duraturo.
Progettata per integrarsi nell’ambiente circostante, la funivia ZÈL La Montagne coniuga prestazioni energetiche, design intelligente e rispetto del paesaggio. Il suo nome, “Zèl”, che significa “ali” in creolo della Riunione, riassume lo spirito del progetto: collegare, alleggerire, aprire nuove prospettive per gli abitanti di Saint-Denis. Le cabine Le Belvédère, dal design sobrio e luminoso, traducono questa volontà di unire funzionalità e comfort, valorizzando al contempo i codici estetici e climatici del territorio della Riunione. Ispirata al paille-en-queue, uccello emblematico dell’isola, la funivia diventa un vettore di coesione tra il basso e l’alto, tra la modernità e l’identità locale.































