Il comprensorio sciistico di Carroz d’Arâches, nell’Alta Savoia, si appresta a scrivere un nuovo capitolo della sua storia. Dopo 26 inverni di servizio, la venerabile seggiovia di Gron ha trasportato i suoi ultimi sciatori il 10 aprile 2025. Inaugurata nel 1998, questa installazione a 4 posti con morse fisse vantava un bel palmares: quasi 24.000 ore di funzionamento e 15,5 milioni di passaggi, pari alla popolazione di Los Angeles. Inutile dire che il “pensionamento” di questo vecchio pépère era meritato. Ma la sua storia non finisce qui. Anziché costruire un nuovo impianto, la stazione ha fatto la scelta audace di ricondizionarlo: una seggiovia di seconda mano accuratamente selezionata riprenderà il testimone nella comba di Gron. Questo progetto innovativo, che unisce economia circolare e alta montagna, illustra la volontà della stazione di coniugare modernizzazione, ecologia e prestazioni. In questo articolo sveliamo i retroscena tecnici di questo nuovo impianto, i suoi vantaggi ecologici ed economici, la strategia sostenibile di Les Carroz e la tendenza di fondo al ricondizionamento degli impianti di risalita nelle Alpi. Uno sguardo impegnato ma oggettivo su un approccio pionieristico, al crocevia degli interessi degli sciatori e dei professionisti della montagna.

Les Carroz: una seggiovia “nuova” grazie al ricondizionamento

Già nel 2019, i gestori di Les Carroz riflettevano sugli investimenti futuri, con un obiettivo chiaro: modernizzare alcuni impianti di risalita, conservando al contempo i mezzi per finanziare altri progetti di grande portata. In altre parole, era necessario innovare senza rinunciare. È in questo contesto che l’idea di una seggiovia di seconda mano si è imposta come l’unico approccio pragmatico per sostituire Gron. All’epoca, il ricorso a un impianto di seconda mano era ancora raro nelle Alpi francesi. Il mercato dell’usato era agli albori: pochi impianti di risalita recenti disponibili, un differenziale di prezzo modesto (meno del 10% di risparmio in passato) e una sensibilità limitata al riciclaggio delle infrastrutture. Inoltre, trovare una seggiovia adatta al tracciato specifico di Gron era una sfida tecnica.

La caccia al tesoro meccanico

Per diversi anni, i Carroz hanno esplorato tutte le piste per trovare la perla rara. Dopo alcuni falsi allarmi, la speranza rinasce nei Pirenei: la stazione di Saint-Lary si prepara a smantellare la sua seggiovia a sgancio automatico a 6 posti delle Mouscades, un impianto in ottimo stato e poco utilizzato. I Carroz colgono l’occasione e acquistano questo impianto destinato alla demolizione. Gli studi di fattibilità confermano che la seggiovia si adatterà alla geografia di Gron. I “pianeti si allineano” – secondo l’espressione dei responsabili del progetto – e si può quindi passare dalla teoria alla pratica. Il tracciato viene ripensato per ottimizzare il servizio: la stazione di partenza rimane nella stessa posizione, ma la linea viene deviata per arrivare di fronte alla seggiovia dei Molliets, il che faciliterà notevolmente il collegamento con la vicina stazione di Morillon. Allo stesso tempo, questo nuovo percorso consentirà di riscoprire la comba di Gron, un settore ricco di piste e con un innevamento generoso, ma ancora poco conosciuto.

Prestazioni in aumento: velocità, capacità e comfort

La seggiovia di Gron di nuova generazione promette un salto di qualità per gli utenti. Al posto del vecchio impianto a 4 posti con morse fisse, la stazione installerà una seggiovia ad agganciamento automatico a 6 posti ultramoderna. In concreto, ciò significa una cadenza e un comfort nettamente superiori. La velocità di esercizio passerà da 2,5 m/s a 5,5 m/s, più del doppio rispetto a quella precedente, riducendo drasticamente il tempo di salita. Il tragitto verso la cima durerà solo circa 3 minuti e 36 secondi, contro gli 8 minuti precedenti. Inoltre, la capacità di trasporto aumenterà da circa 2.200 a 2.600 sciatori all’ora. In altre parole, le code saranno meno lunghe e il flusso sulle piste più fluido.

Seggiovia ricondizionata a Les Carroz
Seggiovia ricondizionata a Les Carroz

Il passaggio a una tecnologia disinnestabile comporta anche un notevole aumento del comfort e della sicurezza. Alla stazione di partenza e di arrivo, il cavo rallenta per consentire un imbarco e uno sbarco fluidi e senza scossoni. Niente più stress per i sedili che arrivano troppo velocemente: gli sciatori, in particolare i principianti o i più giovani, avranno il tempo di accomodarsi senza fretta. L’intero macchinario è più silenzioso e fluido, offrendo un’esperienza di viaggio tranquilla. Per gli sciatori, la differenza sarà evidente: più veloce, più silenzioso, più confortevole – e sarebbe difficile indovinare che questa seggiovia ha già avuto una prima vita altrove.

Una risposta a molteplici sfide

Dietro le quinte, la decisione di ricondizionare la seggiovia di Gron si basa su molteplici sfide – ambientali, economiche e tecniche. Dal punto di vista finanziario, innanzitutto, l’argomento è importante. Il costo di un impianto nuovo equivalente era stimato intorno ai 10 milioni di euro, una somma considerevole per la stazione. Optando per un impianto di riutilizzo, il conto si alleggerisce di circa il 30%. Ciò rappresenta un risparmio di diversi milioni di euro, liberando così risorse per altri investimenti strategici (neve artificiale, attrezzature per tutte le stagioni, ecc.). In un settore in cui l’equilibrio di bilancio è fondamentale, questo guadagno economico è tutt’altro che trascurabile. Altre stazioni che hanno adottato lo stesso approccio parlano addirittura di una riduzione dei costi fino al 35% per questo tipo di operazione.

Ma è soprattutto dal punto di vista ambientale che il ricondizionamento si rivela una soluzione virtuosa. Anziché utilizzare tonnellate di acciaio, cemento e altri materiali nuovi, il progetto riutilizza i componenti principali dell’impianto esistente. Motore, riduttore, piloni, contrappesi, stazioni: tutti questi elementi robusti trovano una seconda vita a Les Carroz invece di finire prematuramente tra i rottami. Risultato: si stima che l’uso di materie prime sarà ridotto dell’80-90% rispetto a una nuova costruzione. Questa drastica riduzione del consumo di risorse si traduce in una diminuzione diretta dell’impronta di carbonio del cantiere. Le emissioni di gas serra associate alla produzione dei componenti sono ridotte di dieci volte rispetto a un progetto convenzionale. In parole povere, il bilancio di carbonio della nuova risalita non sarà paragonabile a quello di una seggiovia nuova equivalente.

Seggiovia ricondizionata a Les Carroz
Seggiovia ricondizionata a Les Carroz

Il riutilizzo dell’impianto è ovviamente accompagnato da un rigoroso processo di ricondizionamento. Ogni componente recuperato è stato ispezionato, testato e rinnovato secondo standard rigorosi, per garantire la massima affidabilità e sicurezza. Alla fine, solo il 15-20% dei componenti della seggiovia di Gron versione 2.0 sono completamente nuovi: principalmente il cavo, i sistemi elettrici, la viteria e i sedili (“veicoli”). Tutto il resto proviene da materiale ricondizionato. Questa ingegnosa combinazione garantisce le prestazioni e il comfort di un impianto moderno riducendo al minimo gli sprechi. Prolungare la vita di ciò che funziona ancora, evitare la produzione inutile: questa è l’essenza stessa dell’economia circolare applicata agli impianti di risalita. “Un bell’esempio di innovazione discreta al servizio della sostenibilità”, riassume l’Ufficio del Turismo di Les Carroz a proposito di questo progetto.

Ricondizionamento: una tendenza di fondo nelle montagne francesi

La scommessa tentata a Les Carroz si inserisce in una tendenza più ampia: quella del ricondizionamento degli impianti di risalita, che negli ultimi anni sta guadagnando terreno nelle montagne francesi. A lungo marginale, questa pratica del “fare del nuovo con il vecchio” risponde oggi alla duplice esigenza di risparmio economico e riduzione delle emissioni di carbonio. Diverse stazioni emblematiche hanno già compiuto con successo questo passo.

Val Cenis (Haute-Maurienne) ha inaugurato nel 2024 una seggiovia ad agganciamento automatico denominata Roches Blanches, realizzata in gran parte riutilizzando materiali esistenti. Per sostituire un impianto obsoleto del 1989, la stazione ha smantellato due impianti di risalita in altri comprensori e ne ha recuperato i componenti: la seggiovia dei 2 Lacs a Val Thorens e alcuni elementi di un impianto smantellato a Montgenèvre. Il risultato è all’altezza delle aspettative: grazie all’utilizzo di pezzi di seconda mano, è stato possibile evitare il 90% delle materie prime, solo il 10% dei componenti è nuovo (cavi, bulloni, ecc.).

Seggiovia Roches Blanches - Val Cenis
Seggiovia Roches Blanches – Val Cenis

Il bilancio di carbonio dell’impianto è migliorato nella stessa proporzione (emissioni di CO₂ divise per dieci). Dal punto di vista finanziario, Val Cenis stima di aver risparmiato circa il 35% dei costi rispetto all’acquisto di attrezzature nuove. “I nostri team hanno colto l’opportunità di compiere un’azione positiva per l’ambiente ma anche per l’economia”, spiega Yves Dimier, direttore della stazione, a proposito di questo progetto esemplare. La nuova seggiovia, entrata in servizio nell’inverno 2024, offre inoltre un maggiore comfort agli sciatori e una riduzione del tempo di percorrenza da 12 a 5 minuti, a dimostrazione che sostenibilità può fare rima con prestazioni.

Parallelamente, stanno emergendo filiere specializzate, presso i costruttori (Poma, Doppelmayr/Garaventa, ecc.) o tramite società di ingegneria, per dare una seconda vita alle attrezzature smontate.