Nel cuore delle Alpi francesi, le stazioni sciistiche delle 3 Vallées, come Courchevel e Méribel-Mottaret, attirano ogni anno migliaia di appassionati di sport invernali. Questo vasto comprensorio sciistico confina con il Parco Nazionale della Vanoise, un’area naturale protetta che si estende per 535 km² tra le valli della Maurienne e della Tarentaise. Questo parco, il primo del suo genere in Francia, è stato creato nel 1963 e costituisce, insieme al vicino parco italiano del Gran Paradiso, una delle più vaste aree naturali protette d’Europa. È famoso per i suoi variegati paesaggi alpini, che includono ghiacciai, alpeggi e foreste, nonché per la sua straordinaria biodiversità: stambecchi, camosci, fagiani di monte, pernici bianche e aquile reali convivono qui.

Dietro questi panorami innevati si nasconde una realtà più discreta: quella di un fragile ecosistema in cui convivono fauna selvatica e infrastrutture turistiche. Per armonizzare questa convivenza, è stata avviata una collaborazione senza precedenti tra il Parco Nazionale della Vanoise e la società delle 3 Vallées (S3V), presieduta da Pascal de Thiersant, con il quale abbiamo potuto scambiare opinioni sull’argomento.

Uno studio approfondito della fauna alpina

Sei anni fa è stata lanciata un’ambiziosa iniziativa per studiare il comportamento di specie emblematiche come l’urogallo, soprannominato il “piccolo gallo delle brughiere”, uccello simbolo delle montagne, il lagopède, noto per il cambio di piumaggio a seconda delle stagioni, e l’aquila reale, con la sua apertura alare che può raggiungere i 2,2 metri. L’obiettivo era comprendere l’impatto delle attività umane sul loro habitat. “Abbiamo avviato un accordo tra il Parco della Vanoise e i gestori del comprensorio sciistico. L’idea era di approfondire le nostre conoscenze su alcune specie. Abbiamo iniziato con il gallo cedrone, la pernice bianca e un po’ il re dell’aquila. Per raccogliere dati, alcuni uccelli sono stati dotati di un sensore GPS per conoscere i loro spostamenti e le loro attività. L’obiettivo era quello di comprendere le interazioni tra l’attività umana nel comprensorio sciistico e l’ambiente“, spiega Pascal de Thiersant.

Fagiano di monte
Fagiano di monte

Le prime osservazioni hanno rivelato che, nonostante l’affluenza degli sciatori, l’urogallo rimane nel comprensorio sciistico. “Abbiamo scoperto cose interessanti, soprattutto nella valle di Belleville. L’ONF, 30 anni fa, aveva piantato alberi molto fitti in una zona sperimentale. Abbiamo notato che gli urogalli avevano trovato rifugio in questo luogo. La mattina, alle 8:30, quando arrivano gli sciatori, si nascondono tranquillamente, e alle 17:30, quando gli sciatori ripartono, escono di nuovo.

Questo adattamento mette in luce la resilienza di questi uccelli, ma anche la necessità di offrire loro rifugi sicuri. Inoltre, i dati raccolti grazie alla strumentazione degli uccelli hanno permesso di comprendere meglio i loro spostamenti e le loro esigenze in termini di habitat.

Misure concrete per la protezione della biodiversità

Di fronte a queste constatazioni, sono state messe in atto diverse azioni per limitare l’impatto dello sci sulla fauna. Sono state definite zone di tranquillità, vietate agli sciatori, per proteggere gli spazi sensibili.

Per rafforzare questa protezione, è stato avviato un progetto di riforestazione, al fine di creare un rifugio per numerose specie. “Stiamo sviluppando un progetto per piantare migliaia di alberi al fine di creare rifugi per i fagiani di monte, ma anche per la fauna circostante. Questo dovrebbe proteggerli meglio, riducendo al contempo i vincoli per gli sciatori.”

Bird Marks installati sui cavi degli impianti di risalita
Bird Marks installati sui cavi degli impianti di risalita

Un altro importante passo avanti riguarda le collisioni con i cavi degli impianti di risalita, responsabili del 25% della mortalità degli uccelli, una percentuale significativa alla pari della caccia. Per porre rimedio a questo problema, sono stati installati sui cavi dispositivi di segnalazione chiamati “Bird Marks”. “Questi dispositivi aiutano gli uccelli a individuare i cavi e quindi a ridurre la mortalità dovuta alle nostre installazioni”, spiega Pascal de Thiersant.

L’impatto umano sulla catena alimentare

Le ultime ricerche hanno riguardato anche i volpi, dotate di localizzatori GPS. È stato scoperto che l’attività umana in inverno permette loro di sopravvivere nutrendosi dei rifiuti dei ristoranti di montagna e delle stazioni sciistiche. I volpi sono predatori naturali dei fagiani di monte (responsabili del 25% della mortalità della specie) e di altre specie come i lagopèdi, lepri… Infatti, dopo essere sopravvissuti “artificialmente” alla stagione invernale che li regolava, si ripiegano sulla fauna selvatica in primavera per nutrirsi, in particolare dei giovani dell’anno, facili prede. Ad esempio, nella valle di Méribel, su 25 covate di galli cedroni individuate, 22 sono state decimate.

Un caso particolare ha mostrato un volpe che adattava i suoi spostamenti in base alla chiusura delle stazioni: “Ad esempio, una volpe che si nutriva tra la neve di Méribel e i ristoranti di montagna è migrata a Val Thorens dopo la chiusura di Méribel-Mottaret il 20 aprile, perché Val Thorens era ancora aperta fino all’8 maggio. Una volta chiuso Val Thorens, è tornato a cacciare in natura.

Questo fenomeno solleva interrogativi su come ridurre l’impatto del turismo sulla catena alimentare locale. Alla luce di queste osservazioni, Pascal de Thiersant insiste sulla necessità di riflettere su soluzioni che consentano di limitare l’accesso dei volpi ai rifiuti alimentari, senza tuttavia disturbare il loro stile di vita naturale.

Una partnership per conciliare turismo e natura

Per approfondire queste ricerche e sensibilizzare gli operatori del turismo, è stata quindi istituita un’innovativa partnership tra il Parco della Vanoise e la società Les 3 Vallées. Un dipendente, suddiviso tra queste due strutture, si occupa sia dell’animazione invernale che del censimento della fauna e della flora per realizzare inventari precisi.

Firma dell'accordo tra il Parco Nazionale della Vanoise e Les 3 Vallées® Sylvain Aymoz
Firma dell’accordo tra il Parco Nazionale della Vanoise e Les 3 Vallées® Sylvain Aymoz

“L‘idea è quella di comprendere meglio le interazioni tra il comprensorio sciistico e la natura, ma anche di educare i nostri dipendenti e i nostri clienti alla ricchezza naturale che ci circonda. In fin dei conti, la natura è la nostra prima ricchezza e dobbiamo preservarla. Questa iniziativa illustra una crescente consapevolezza: il turismo e la conservazione dell’ambiente possono andare di pari passo. Nei prossimi anni, questo lavoro potrebbe ispirare altre aree sciistiche attraverso le Alpi e oltre, in modo che il turismo invernale sia sinonimo di rispetto e conservazione dell’ambiente.

Parco Nazionale della Vanoise - sensibilizzazione dei più giovani ®Olivier Guizy
Parco Nazionale della Vanoise – sensibilizzazione dei più giovani ®Olivier Guizy

Una dinamica di cooperazione in espansione

Il Parco Nazionale della Vanoise non limita i suoi sforzi alla sola collaborazione con le 3 Vallées. Altre stazioni, come Val d’Isère e Val Cenis, hanno anch’esse firmato accordi con il parco per rafforzare la protezione della biodiversità e sensibilizzare gli sciatori.

La stazione di Val Cenis, ad esempio, ha organizzato quest’anno la quarta edizione dell’evento “Nature et Ski”, che combina lo sci e la sensibilizzazione alla natura, in collaborazione con il Parco Nazionale della Vanoise.

Da parte sua, l’accordo tra la stazione di Val d’Isère e il Parco Nazionale della Vanoise prevede misure concrete, come la conservazione del fagiano di monte nella zona sciistica, che costituisce una priorità. Particolarmente vulnerabile durante la stagione invernale, sarà oggetto di dispositivi volti a ridurre i disturbi causati dalle attività umane.

Allo stesso tempo, la gestione delle aree sensibili dedicate alla nidificazione del gipeto, specie protetta e simbolo del massiccio, sarà rafforzata grazie a un approccio concertato che coinvolge gli attori locali. Il comune di Val d’Isère contribuirà attivamente all’attuazione del nuovo piano di gestione della Riserva naturale nazionale di Bailletaz, in stretta collaborazione con il parco responsabile della sua amministrazione. Infine, è prevista anche una componente educativa e culturale, che include interventi degli agenti del parco presso le scuole locali e l’organizzazione di attività stagionali, sia in estate che in inverno, per sensibilizzare residenti e visitatori sulle questioni ambientali.

Sensibilizzazione del pubblico - ®Olivier Guizy
Sensibilizzazione del pubblico – ®Olivier Guizy

L’obiettivo di queste collaborazioni con il Parco Nazionale della Vanoise e le stazioni sciistiche è quello di conciliare le attività turistiche e la conservazione della biodiversità alpina, in un contesto in cui la consapevolezza ambientale è in aumento. Queste iniziative potrebbero ispirare altre stazioni sciistiche attraverso le Alpi e oltre, in modo che il turismo invernale sia (sempre più) sinonimo di rispetto e conservazione dell’ambiente.