Il team della Polizia Nazionale francese rafforza il suo organico annunciando l’integrazione di sei nuovi atleti provenienti da sci di fondo, sci alpino, skicross, ski-bumping e pattinaggio di velocità. Attualmente in formazione per diventare riservisti a Grenoble e poi ad Annecy, questi atleti di alto livello si uniranno ai ranghi della Polizia nazionale con l’ambizione di brillare a Milano-Cortina nel 2026 e alle Olimpiadi invernali nelle Alpi francesi nel 2030.
Lo spirito di performance al centro dell’impegno
Dall’ufficiale lancio della squadra della Polizia Nazionale Francese nell’aprile 2023, più di sessanta atleti e sportivi di alto livello, in tutti gli sport, hanno aderito all’avventura. La loro missione? Rappresentare con orgoglio la Polizia Nazionale Francese nelle prossime competizioni internazionali. Che siano poliziotti di professione o sotto contratto come riservisti operativi, questi atleti avranno a cuore di vincere medaglie e di portare in alto i valori essenziali della Polizia Nazionale, ovvero: abnegazione, disciplina, impegno e coraggio.

La squadra della Polizia Nazionale francese si basa sulle straordinarie prestazioni dei suoi riservisti sportivi di alto livello per promuovere i valori che condivide con il mondo dello sport. Mentre le nuove reclute prendono confidenza, gli atleti già impegnati nel programma hanno collezionato successi. La stagione 2024-2025 si è rivelata particolarmente fruttuosa:
- Marielle Berger-Sabbatel (ski cross): cinque nuovi podi, tra cui due medaglie d’argento a Val di Fassa (Italia) e Craigleith (Canada). Per Marielle sono in totale 31 podi in Coppa del Mondo, ma soprattutto un 5° posto nella classifica mondiale.
- Camille Cerutti (sci alpino: discesa e Super-G): un ritorno riuscito dopo l’infortunio con il miglior tempo stagionale nel Super-G di St. Moritz (Svizzera) e una prima selezione per i Campionati del mondo di sci.
- Jeanne Richard (biathlon): due podi (bronzo individuale a Ruhpolding, argento nella staffetta a Oberhof), 6° posto nella classifica generale, diverse cerimonie dei fiori e una pettorina blu conservata fino all’ultima gara.
- Léo Anguenot (sci alpino: slalom e slalom gigante): primo podio in gigante al Mondiale di Alta Badia (Italia), a soli 85 centesimi dal vincitore. Una bella dimostrazione di regolarità e combattività.
- Oscar Burnham (sci alpino paralimpico, categoria “in piedi”): due podi a Feldberg (Germania) e 3° posto nella classifica generale della Coppa del Mondo di slalom.
- Hyacinthe Deleplace (sci alpino paralimpico, categoria “ipovedente”), guidato da Roy Piccard: medaglia di bronzo nello slalom 1 della sesta tappa.
- Théo Schely (sci di fondo): nonostante una stagione segnata dal Covid che gli ha fatto saltare le gare nordamericane, Théo Schely ottiene il suo primo piazzamento nella top 10 in carriera nella tappa finlandese di Coppa del Mondo a Lahti.
Un dispositivo strutturato per gli atleti
Dal 1982, la Polizia Nazionale francese sostiene attivamente lo sport ad alto livello, accompagnando gli atleti nel loro doppio percorso sportivo e professionale. Forte di 40 anni di esperienza di successo nell’integrazione di atleti di alto livello nel suo organico, ha voluto rafforzare il suo impegno a sostegno delle ambizioni dello sport francese, in particolare nel contesto dei grandi eventi organizzati in Francia, a partire dal 2024. Questo impegno si è concretizzato nell’ottobre 2022 con la firma di un accordo quadro con l’Agence Nationale du Sport, che stabilisce un nuovo quadro per il reclutamento, l’integrazione e la riconversione degli atleti.

La Polizia nazionale francese intende sostenere lo sport ad alto livello e promuovere i valori di abnegazione e disciplina attraverso atleti d’eccezione. Il percorso di questi giovani sportivi sarà accompagnato dalla Missione Sport della Polizia nazionale, che offrirà loro un quadro di formazione, un follow-up personalizzato e un aiuto alla riconversione professionale per il loro dopo carriera sportiva. Questo sostegno istituzionale è essenziale per consentire loro di raggiungere i loro obiettivi sportivi e garantire una brillante carriera sia sulle piste che negli stadi.
Oggi, più di 50 atleti, membri della Squadra, beneficiano di una convenzione stipulata con l’Agenzia Nazionale dello Sport, rafforzata da impegni condivisi con le loro federazioni. Gli atleti entrano a far parte della Polizia nazionale francese, ottengono un contratto di lavoro e intrattengono un rapporto con l’istituzione basato sull’ascolto, la reciprocità e la fiducia. In cambio del sostegno finanziario, della formazione e delle prospettive di riconversione professionale offerte dalla Missione Sport della Polizia nazionale, i membri sono incaricati di rappresentare l’istituzione nel campo dello sport. In questo modo, assumono il ruolo di ambasciatori della Polizia nazionale presso il grande pubblico, incarnando al contempo i valori dello sport all’interno della stessa comunità di polizia. In altre parole, sono ambasciatori della Polizia nazionale presso i francesi e ambasciatori dello sport presso i poliziotti.
Campioni di sci nella Polizia nazionale? Una nuova generazione proiettata verso Milano-Cortina 2026 e le Olimpiadi del 2030
Con queste sei nuove reclute, la squadra della Polizia Nazionale francese conta ora 13 atleti provenienti dagli sport invernali. Questa nuova ondata di reclutamento illustra la volontà di radicarsi in modo duraturo nelle discipline invernali sostenendo il percorso di questi atleti fino ai loro prossimi grandi appuntamenti.
I nuovi volti della squadra della polizia nazionale:
- Rémi Bourdin (23 anni) – sci di fondo
- Mathis Desloges (22 anni) – sci di fondo
- Melvin Tchiknavorian (27 anni) – sci cross
- Camille Cabrol (27 anni) – sci di gobbe
- Paco Rassat (26 anni) – sci alpino
- Timothy Loubineau (28 anni) – pattinaggio di velocità

Entrare a far parte della squadra della Polizia nazionale francese rappresenta per questi atleti molto più di una semplice opportunità sportiva e finanziaria. Ciò consente loro di stringere legami duraturi con altri attori dello sport professionistico, con orizzonti e storie di vita spesso diversi. È un’esperienza arricchente a tutti i livelli. È questa pluralità di benefici – sia a livello sportivo che personale – che a volte porta a grandi successi e a profonde amicizie.
Ad esempio, il surfista e poliziotto Kauli Vaast (22 anni) ha vinto una medaglia d’oro il 5 agosto scorso alle Olimpiadi di Parigi 2024. Un’esperienza ricca di emozioni che ha condiviso con una delle sue migliori amiche: la surfista e membro della squadra della polizia nazionale Vahine Fierro, che si è classificata nona in queste Olimpiadi.
«È incredibile vivere insieme l’avventura olimpica! Abbiamo passato così tanto tempo a fare serie, a surfare, a incoraggiarci a vicenda… Vahine mi ha motivato quando era difficile, siamo così unite. Vedere il pubblico così felice mi fa capire la portata di questa vittoria. È una vittoria per tutti, per la Francia, per Tahiti…“, ha confidato Kauli.

È soprattutto per questo tipo di esperienze, sia sportive che umane, che questi giovani sportivi francesi si uniscono ai ranghi della Polizia Nazionale. Questo crea un vero e proprio entusiasmo per lo sport e permette anche di promuovere discipline a volte troppo trascurate, in cui è ancora difficile diventare professionisti e vivere appieno la propria passione sportiva. Infine, ben 25 poliziotti hanno partecipato alle Olimpiadi e Paralimpiadi di Parigi 2024, vincendo 10 medaglie, dal bronzo all’oro. 8 di loro sono saliti sul podio.
“La diversità degli atleti che sosteniamo è una vera risorsa per la squadra della polizia nazionale e per l’istituzione. I Giochi di Parigi 2024 sono stati un formidabile veicolo di coesione e orgoglio per tutti i nostri atleti, ma anche per i nostri poliziotti e poliziotte. Non vediamo l’ora di vibrare con i nostri atleti invernali durante le diverse competizioni che ci porteranno ai Giochi invernali di Milano-Cortina”, ha dichiarato Rachel Costard, Commissario Generale e Capo della missione sportiva.
Lo sport di domani: una cooperazione rafforzata tra atleti e istituzioni pubbliche
Il futuro dello sport e delle istituzioni pubbliche si preannuncia promettente, con un crescente impegno a favore dell’alto livello e dell’accessibilità per tutti.
Le sfide sono molteplici: garantire un supporto ottimale agli atleti di alto livello assicurando al contempo la loro riconversione dopo la carriera sportiva, favorire l’inclusione di discipline meno mediatizzate e sostenere le giovani generazioni nel loro percorso. Lo sport deve quindi essere visto come un vettore di coesione sociale, pari opportunità ed educazione attraverso progetti di collaborazione tra istituzioni pubbliche e attori del mondo sportivo.
All’alba delle grandi sfide future, come Milano-Cortina 2026 o le Olimpiadi invernali del 2030 e oltre, il futuro dello sport si scrive in un contesto di rafforzata cooperazione tra atleti, federazioni e istituzioni pubbliche. I prossimi anni saranno decisivi per definire il ruolo dello sport nella nostra società e per costruire un futuro in cui ogni atleta possa fare del proprio sport una vera e propria carriera e trarne un reddito, beneficiando di un sostegno fedele e duraturo, incarnando al contempo i valori di uno sport responsabile e impegnato.





























