L’associazione Ski en Pays de Vaulx, con sede nei villaggi di Saint-Jean-de-Vaulx e Notre-Dame-de-Vaulx, è il cuore pulsante di un progetto unico nel suo genere: un impianto di risalita gestito interamente da volontari. Questa struttura, che esiste da diversi decenni, incarna lo spirito delle piccole stazioni di un tempo. “È uno skilift vecchio stile, aperto solo quando c’è la neve e gestito da genitori e residenti locali”, spiega Mathieu Rougier, direttore di Matheysine Tourisme.
Lo skilift di Saint-Jean-de-Vaulx è stato installato nel 1977, in un periodo in cui la neve era abbondante. “All’epoca abbiamo contattato il comune per creare una linea di innevamento. Ero giovane e feci parte di quella richiesta”, ricorda Serge Rejneri. L’impianto di risalita, inizialmente gestito dal comune, è stato abbandonato nel 1980 prima di essere rilevato da un’associazione nel 2016, ora nota come Ski Club en Pays de Vaulx. Serge Rejneri, ex sindaco del comune tra il 1983 e il 2005, presiede ora questa iniziativa.
Risalita del Pays de Vaulx: una tradizione che vive grazie a volontari appassionati
L’associazione, gestita da una dozzina di volontari dei villaggi di Saint-Jean-de-Vaulx e Notre-Dame-de-Vaulx, garantisce il funzionamento di risalita nel rispetto di un principio fondamentale: “Non vogliamo invadere il tempo della scuola. Le attività si svolgono sempre al di fuori dell’orario scolastico.
Mantenere un’attività redditizia nonostante le limitazioni
Rilanciare l’attività dell’impianto di risalita non è stato un compito facile. “Quando abbiamo riattivato l’associazione nel 2016, lo skilift era fermo e doveva essere sottoposto a un controllo di conformità trentennale. Il Comune ci ha sostenuto, in particolare per coprire i costi di questa ispezione”, spiega. Da allora, ogni anno a novembre viene effettuata un’ispezione di sicurezza, prima dell’inizio della stagione e dopo la chiusura invernale.
I volontari sono attivamente coinvolti nella manutenzione del sito. “Due tecnici volontari eseguono i controlli necessari, come il riposizionamento dei pali, l’installazione dei tappetini di protezione e la rimozione del sottobosco dalla pista, che in estate viene utilizzata come pascolo per le mucche”, spiega Serge Rejneri. Lo skilift richiede almeno tre volontari per ogni fine settimana di apertura.

Le piste non battute mantengono il loro aspetto naturale e l’accesso è offerto a un prezzo più che simbolico: 3 euro al giorno, soprattutto nel pomeriggio. E per aggiungere un tocco di calore all’esperienza, ai visitatori viene offerta una cioccolata calda.
Un’attività intergenerazionale per promuovere la coesione sociale
Lo skilift svolge un ruolo essenziale nella vita sociale dei villaggi di Saint-Jean-de-Vaulx e Notre-Dame-de-Vaulx. “È un luogo ideale per le famiglie che si riuniscono. Genitori e nonni vengono a guardare i bambini sciare gustando una cioccolata calda servita nel nostro rifugio”.
I bambini delle comunità locali, di età compresa tra i 7 e gli 8 anni, vengono spesso a sciare su questo campo trasformato in pista da sci. In linea con questo spirito comunitario, l’associazione offre in prestito gratuito l’attrezzatura a chi non ne possiede una propria. “L’obiettivo è semplice: insegnare loro a sciare e rafforzare i legami sociali all’interno dei villaggi”, spiega Serge Rejneri.
A 3 euro al giorno, l’impianto di risalita del Pays de Vaulx offre molto di più che sciare.

“Questo fine settimana abbiamo aperto lo skilift e venduto 25 pass. Gli utenti erano principalmente i residenti dei due villaggi circostanti. È stato un momento di condivisione tra generazioni, con nonni, genitori e bambini che si sono riuniti per sciare o semplicemente per godersi lo spettacolo. Questo skilift non è solo un’infrastruttura, ma un luogo dove le persone possono riunirsi per condividere la loro passione per lo sci”, sottolinea Mathieu Rougier.
Un progetto modesto, ma rigorosamente supervisionato
Nonostante l’aspetto rustico, l’impianto di risalita è conforme a tutte le norme vigenti. “Siamo soggetti alle ispezioni dell’STRMTG (Service Technique des Remontées Mécaniques et des Transports Guidés), agli stessi vincoli assicurativi e agli stessi protocolli di apertura e chiusura di una stazione sciistica convenzionale”.
L’impianto di risalita si trova su un terreno comunale, utilizzato dagli agricoltori durante il resto dell’anno. “In inverno, quando la neve ricopre il terreno, diventa un’area dedicata al nostro skilift. Di solito è aperto il mercoledì e il fine settimana”, spiega Mathieu Rougier.
Sostenibilità e progetti futuri: preservare il carattere familiare dello skilift del Pays de Vaulx
Sebbene questo skilift ad ammorsamento fisso sia in buone condizioni tecniche, il suo futuro è strettamente legato alle condizioni della neve. “L’anno scorso abbiamo potuto aprire solo per due giorni a causa della mancanza di neve”, si rammarica Serge Rejneri. Situato a un’altitudine compresa tra i 1030 e i 1085 metri (con un dislivello di 55 metri), questo impianto di risalita, per quanto modesto, rimane una struttura perfettamente funzionale e adatta alle esigenze delle famiglie locali.

“L’impianto ha una pendenza massima del 30% e una pendenza media del 24,34%, che lo rende ideale per i bambini e i principianti. Con una lunghezza di 234 metri, l’equivalente della lunghezza di un campo (!), offre una piacevole discesa perfettamente adatta allo sci per famiglie”, spiega Mathieu Rougier.
Per Serge Rejneri, la sfida dell’associazione degli impianti di risalita del Pays de Vaulx è duplice: mantenere questa attività autentica e attirare nuovi visitatori. “Vogliamo continuare a trasmettere ai bambini il piacere di sciare in un’atmosfera familiare”, afferma. “Questo progetto si basa sull’idea di preservare un’area in cui lo sci rimanga accessibile e amichevole, in armonia con lo spirito dei villaggi di Saint-Jean-de-Vaulx e Notre-Dame-de-Vaulx”.
“Questo progetto è guidato soprattutto da appassionati che vogliono preservare questo patrimonio locale e offrire alla loro comunità opportunità uniche per condividere l’esperienza”, aggiunge Mathieu Rougier. L’associazione degli impianti di risalita del Pays de Vaulx, che unisce semplicità e aiuto reciproco, continua a essere un punto d’incontro per gli abitanti del Pays de Vaulx, in un’atmosfera amichevole e autentica.

Serge Rejneri conclude con una nota calorosa: “Tutti sono i benvenuti, e sarebbe bello se i volontari e i visitatori potessero portare waffle o frittelle. Sarebbe un’occasione ancora più conviviale, con tanto di cioccolata calda servita nel nostro rifugio!
All’età di 73 anni, Serge ha smesso di sciare l’anno scorso, ma continua ad appassionarsi a questo progetto, che riunisce la gente del posto per condividere momenti semplici e preziosi.































