L’Aneto, con i suoi imponenti 3.404 metri, è la montagna più alta dei Pirenei e la seconda vetta più alta della Spagna. Situata nel Parco Naturale Posets-Maladeta, nella provincia di Huesca, questa montagna non è solo una sfida per gli alpinisti, con zone di salita ripide ed esposte come il Passo Mahoma, ma anche un simbolo della natura allo stato puro.

L’Aneto è una cima che si è formata circa 50 milioni di anni fa durante l’orogenesi alpina, un periodo di intensa attività tettonica che ha portato alla formazione di molte delle grandi catene montuose europee. Questo processo geologico ha comportato la collisione delle placche tettoniche iberica ed eurasiatica, che ha portato all’innalzamento dei Pirenei.

La struttura geologica di Aneto è composta principalmente da granito, una roccia ignea che si è solidificata da un magma profondo ed è stata successivamente esposta dall’erosione e dal sollevamento tettonico. L’Aneto non è solo nella sua imponenza; è circondato da altre cime imponenti che fanno parte del massiccio della Maladeta, come il Pico Maldito (3.350 metri), il Pico del Medio (3.346 metri) e il Pico de Coronas (3.293 metri). Queste cime, insieme all’Aneto, formano uno spettacolare paesaggio di alta montagna, caratterizzato da ghiacciai, ripide creste e profonde morene glaciali, che offrono una visione impressionante dei processi geologici che hanno modellato questa regione nel corso di milioni di anni.

La prima salita di Aneto

La storia di Aneto è ricca di esplorazioni e avventure che hanno lasciato un segno indelebile nell’alpinismo. La prima salita documentata dell’Aneto è stata effettuata il 20 luglio 1842 dal geologo e botanico francese Louis-Philippe Reinaga, accompagnato da Pierre Barrau, Bernard Arrazau, Jean Sors e Pierre Sanio. È ingiusto non menzionare gli alpinisti locali che guidarono la spedizione francese fino alla vetta più alta dei Pirenei. Senza di loro la pietra miliare della prima salita documentata dell’Aneto non sarebbe stata probabilmente possibile, ma i loro nomi non sono noti. Questa spedizione segnò senza dubbio l’inizio del fascino della vetta più alta dei Pirenei.

Per tutto il XIX e l’inizio del XX secolo, il Monte Aneto divenne una destinazione popolare per gli alpinisti europei. La costruzione di rifugi e il miglioramento delle strade facilitarono l’accesso alla montagna, attirando un numero crescente di alpinisti. Vale la pena ricordare la costruzione del famoso rifugio La Renclusa. Fondato nel 1916, ha avuto un ruolo fondamentale nella storia dell’alpinismo sull’Aneto. Questo rifugio è stato la base di innumerevoli ascensioni e spedizioni scientifiche, soprattutto nel campo della geologia e della climatologia. Il ghiacciaio dell’Aneto, il più grande dei Pirenei, è un laboratorio naturale per lo studio degli effetti dei cambiamenti climatici e della dinamica dei ghiacciai…

Itinerario per la vetta dell’Aneto

Per chi vuole conquistare il Monte Aneto, l’itinerario più popolare è quello che parte dal Rifugio Renclusa. Questo percorso dalla Besurta, sebbene impegnativo, offre panorami impressionanti e un’esperienza indimenticabile. Il percorso, che attraversa antichi ghiacciai e ripidi pendii, richiede una buona condizione fisica e un equipaggiamento adeguato, che comprende ramponi e piccozze. Esistono anche altre opzioni per scalare Aneto, come quella che parte da Plan de Senarta e passa per il Refugio de Coronas. Infine, dal rifugio Estós e attraverso Vallibierna, è possibile scalare l’Aneto.

Importante: per preservare le aree naturali, l’accesso al Parco Naturale Posets Maladeta con veicoli privati è vietato da fine giugno a metà settembre. L’accesso è possibile solo a piedi o in autobus (compagnia AVANZA). I biglietti devono essere acquistati direttamente dall’autista e gli animali devono essere trasportati in un trasportino.

Percorso dal Rifugio La Besurta e La Renclusa

Questo è il percorso più popolare ed è considerato il modo classico per salire ad Aneto. Si parte da La Besurta, da dove si sale al Rifugio Renclusa (2.140 m).

Percorso:

La Besurta – Rifugio Renclusa: passeggiata di circa 45 minuti – 1 ora.
Rifugio Renclusa – Portillón superiore: si sale lungo un sentiero ben segnalato che può essere coperto di neve, soprattutto all’inizio della stagione.
Ghiacciaio dell’Aneto: dal Portillón Superior si attraversa il ghiacciaio, dove è necessario usare ramponi e piccozza.
Passo Mohammed: l’ultimo tratto prima della vetta è una cresta stretta ed esposta conosciuta come Passo Mohammed. Questo famoso tratto è una cresta lunga 25 metri e larga 50 cm composta da massi. Non è complesso, ma richiede calma e attenzione. Su entrambi i versanti il dislivello è micidiale.

Durata: da 8 a 10 ore per la sola andata: Tra le 8 e le 10 ore di andata e ritorno dal rifugio.

Difficoltà: alta. Richiede buone condizioni fisiche, esperienza in alta montagna e un equipaggiamento adeguato.


Itinerario dalla valle di Coronas

Questo itinerario è meno popolare rispetto a La Besurta e La Renclusa, ma offre una salita altrettanto spettacolare. Si parte da Plan de Senarta, da dove si segue un sentiero fino al Refugio de Coronas e si raggiunge il ghiacciaio di Aneto.

Percorso:

Plan de Senarta – Refugio de Coronas: circa 2 ore di cammino.
Refugio de Coronas – Ibones de Coronas: dal rifugio si prosegue fino agli Ibones (laghi) di Coronas.
Ghiacciaio di Coronas: si risale il ghiacciaio fino a raggiungere il Collado de Coronas.
Passo Mahoma: come per il percorso della Renclusa, si attraversa il Passo Mahoma prima di raggiungere la vetta.

Durata: Tra le 10 e le 12 ore andata e ritorno da Plan de Senarta.

Difficoltà: alta. Richiede esperienza in alta montagna e attrezzatura adeguata.


Percorso dal Refugio de Estós

Questo è uno degli itinerari più lunghi e meno battuti per raggiungere Aneto, partendo dal Refugio de Estós, situato nell’omonima valle. Offre un percorso più solitario e impegnativo.

Percorso:

Refugio de Estós – Collado de la Plana: una lunga salita che può includere tratti di arrampicata leggera.
Collado de la Plana – Ghiacciaio di Aneto: scende leggermente verso il ghiacciaio e lo attraversa in direzione del Collado de Coronas.
Paso de Mahoma: la cresta finale prima della vetta.

Durata: Tra le 12 e le 14 ore di andata e ritorno dal rifugio.

Difficoltà: molto elevata. Richiede un’ottima condizione fisica, esperienza in alta montagna e un buon uso dell’attrezzatura da scalata.


Percorso dal Rifugio Vallibierna

Questo percorso, noto per la sua bellezza paesaggistica, parte dal Rifugio Vallibierna. È un’alternativa meno frequentata e offre panorami spettacolari durante tutta la salita.

Percorso:

Rifugio Vallibierna – Lago di Llosás: seguire il sentiero per il Lago di Llosás.
Estany de Llosás – Collado de Llosás: salita impegnativa fino al passo.
Glaciar de Aneto: dal colle si attraversa il ghiacciaio fino al passo Mahoma.

Durata: Tra le 10 e le 12 ore andata e ritorno dal rifugio.

Difficoltà: alta. Richiede esperienza e attrezzatura adeguata.

Flora di Aneto

L’ambiente del Monte Aneto è ricco di biodiversità. Sulle sue pendici si trovano specie endemiche di flora come la stella alpina e la regina delle Alpi. Questo ecosistema unico è uno dei motivi per cui il Parco Naturale Posets-Maladeta è un’area protetta. Gli escursionisti e gli alpinisti noteranno che, salendo le pendici dell’Aneto, la vegetazione cambia notevolmente, passando da boschi di conifere a tundra alpina. La vegetazione alpina dell’Aneto è particolarmente ricca di piante perenni e cusciniformi, adattate a resistere al freddo, ai forti venti e all’intensa radiazione solare.

Specie emblematiche dell’Aneto

Tra le specie più emblematiche della flora di Aneto, spiccano le seguenti:

Stella alpina (Leontopodium alpinum): questo simbolo delle montagne europee è noto per la sua bellezza e resistenza. I suoi fiori bianchi e lanosi sono uno spettacolo raro e protetto. Se trovate la stella alpina sull’Aneto o su qualsiasi altra montagna, fotografatela tutte le volte che volete, ma non toccatela, né tantomeno coglietela, perché è a rischio di estinzione.
Sassifraga (Saxifraga): le sassifraghe sono piccole piante che crescono nelle fessure delle rocce. I loro piccoli fiori di vari colori aggiungono un tocco di bellezza alle aree rocciose.
Genziana (Gentiana acaulis): La genziana a stelo corto produce fiori di colore blu intenso che sono una vera e propria delizia visiva nei prati alpini.
Eritrichium nanum: conosciuta come la “Regina delle Alpi”, si trova alle altitudini più elevate ed è nota per i suoi piccoli fiori blu. Cresce in ambienti rocciosi e a predominanza acida e si trova spesso in zone dove un tempo c’erano i ghiacciai.

Foreste e prati

Nelle zone più basse dell’Aneto, gli alpinisti noteranno che predominano le foreste di pino nero (Pinus uncinata) e abete (Abies alba). Questi boschi forniscono riparo e cibo a una varietà di fauna locale. Man mano che si sale, le foreste si trasformano in praterie alpine e subalpine, dove crescono piante adattate a terreni poveri e a condizioni climatiche avverse.

Adattamenti al clima

La flora dell’Aneto ha sviluppato adattamenti unici per sopravvivere in un clima caratterizzato da basse temperature, forti venti e terreni rocciosi e poveri di nutrienti. Alcuni di questi adattamenti includono:

Foglie piccole e resistenti: riducono la perdita di acqua e proteggono dal vento.
Radici profonde: consentono alle piante di accedere all’acqua e alle sostanze nutritive nel sottosuolo.
Crescita a cuscino: riduce al minimo i danni del vento e conserva il calore.

La flora dell’Aneto è un tesoro naturale che deve essere protetto. Le attività umane, come il turismo e i cambiamenti climatici, possono influire negativamente su queste piante delicate. È fondamentale incoraggiare pratiche sostenibili e rispettose dell’ambiente per garantire la conservazione di queste specie uniche.

Fauna dell’Aneto: fauna ad alta quota

L’Aneto non ospita solo una ricca varietà di flora, ma anche una fauna diversificata che ha trovato modi ingegnosi per adattarsi alle dure condizioni dell’alta montagna. La fauna dell’Aneto è una componente cruciale dell’ecosistema del Parco Naturale Posets-Maladeta, contribuendo alla sua biodiversità e al suo equilibrio ecologico. Se vi recate sull’Aneto in inverno, è probabile che vi imbattiate in tracce di animali sulla neve e potrete riconoscere di quale animale si tratta grazie alla nostra semplice guida.

Mammiferi di alta montagna

La fauna dell’Aneto comprende diversi mammiferi che si sono adattati a vivere ad alta quota:

Sarry (Rupicapra pyrenaica): conosciuto anche come camoscio, il sarry è uno degli abitanti più emblematici dell’Aneto. Questo agile erbivoro è perfettamente adattato ai terreni scoscesi e può essere visto saltare abilmente tra le rocce. La sua folta pelliccia lo protegge dal freddo estremo. I sarri sono animali spettacolari, capaci di balzare fino a 6 metri di lunghezza e 2 metri di altezza.
Marmotta alpina (Marmota marmota): le marmotte sono roditori robusti che vivono in colonie e si rifugiano in tane sotterranee. Sono note per il loro comportamento in letargo, durante il quale trascorrono sei mesi con una frequenza cardiaca in brachicardia di soli 5 battiti al minuto. Le marmotte si difendono con una tattica di gruppo. Quando una marmotta viene avvistata, dà l’allarme ai suoi compagni con un suono acuto e tutti entrano nella tana, che è interconnessa da gallerie che possono essere lunghe fino a 20 metri e profonde tre metri.
Volpe rossa (Vulpes vulpes): Sebbene sia più comune alle medie altitudini, la volpe si trova anche nelle zone montuose dell’Aneto, dove caccia piccoli mammiferi e uccelli. Questo cacciatore furtivo è uno spettacolo da osservare mentre caccia tra i diversi tipi di neve. Grazie ai suoi sensi acuti, individua i roditori sotto la neve e salta in verticale per bucare il manto nevoso con il muso e catturare il roditore tra le sue fauci.
Rapaci e uccelli di montagna

Salendo verso l’Aneto, è probabile che si vedano alcuni degli uccelli endemici della zona, che aggiungono senza dubbio una componente maestosa e vivace al paesaggio:

Gipeto (Gypaetus barbatus): questo imponente avvoltoio è noto per la sua dieta unica che comprende le ossa. I gipeti rompono le ossa lasciandole cadere da grandi altezze per accedere al midollo osseo.
Aquila reale (Aquila chrysaetos): Uno dei rapaci più grandi e potenti d’Europa, l’aquila reale può essere vista sorvolare le montagne in cerca di prede. Le aquile reali hanno una vista straordinaria, circa 8 volte più nitida di quella degli esseri umani. Possono individuare una lepre in movimento da una distanza di quasi 2 chilometri, il che le rende cacciatori estremamente efficaci.
Accentuatore alpino (Prunella collaris): questo piccolo uccello trascorre la maggior parte dell’anno ad alta quota, adattandosi ai freddi inverni grazie a una dieta varia che comprende insetti e semi. È un uccello noto per il suo comportamento sociale insolito per un uccello di montagna. Durante la stagione riproduttiva, questi uccelli possono formare “gruppi di aiuto”, in cui diversi individui collaborano per nutrire i pulcini. Questo comportamento aumenta senza dubbio il tasso di sopravvivenza dell’Accentuatore alpino.
Rettili, anfibi e invertebrati ad Aneto

Sebbene meno visibili, anche i rettili, gli anfibi e gli invertebrati sono parte integrante dell’ecosistema di Aneto, ognuno dei quali si è adattato in modo unico alle dure condizioni dell’alta montagna. Tra i rettili, la lucertola dei Pirenei (Iberolacerta bonnali) spicca come specie endemica dei Pirenei. Questa lucertola si trova in zone rocciose e soleggiate, adattandosi perfettamente alle fluttuazioni di temperatura delle montagne.

Negli ambienti acquatici di alta montagna, il tritone dei Pirenei (Calotriton asper) è un abitante comune. Questo anfibio abita ruscelli e laghi, con una pelle ruvida e una colorazione marrone che gli permette di mimetizzarsi efficacemente nell’ambiente acquatico, proteggendosi così dai predatori.

La vita degli invertebrati dell’Aneto è altrettanto affascinante e varia. La farfalla Apollo (Parnassius apollo), nota per la sua grande bellezza, è comune nei prati alpini. La presenza di questa farfalla è un indicatore della salute dell’ecosistema, poiché è sensibile ai cambiamenti ambientali. D’altra parte, il coleottero alpino (Carabus auronitens), un efficace predatore terrestre, si trova nelle zone più fresche e umide delle montagne. Questo coleottero svolge un ruolo fondamentale nel controllo delle popolazioni di piccoli invertebrati, contribuendo all’equilibrio dell’ecosistema di Aneto.

Alloggio e campeggio ad Aneto

Per gli amanti della montagna e dello sci, Aneto e i suoi dintorni offrono diverse possibilità di alloggio e di campeggio, adatte alle diverse esigenze e preferenze. Dai rifugi accoglienti ai campeggi ben attrezzati, i visitatori possono godere di un soggiorno confortevole a contatto con la natura.

Rifugi di montagna

Se si desidera percorrere itinerari di montagna, si può decidere di pernottare in un rifugio. Sono una buona opzione per risparmiare peso nello zaino, tenere al caldo e all’asciutto in caso di pioggia. Inoltre, di solito è possibile noleggiare guide alpine o almeno ottenere consigli e suggerimenti da esperti alpinisti locali. Infine, l’atmosfera fraterna e rilassata dei rifugi fa sì che, con un po’ di fortuna, si possa partire con nuovi amici. Un tempo erano molto economici, ma la passione per l’alpinismo ha fatto sì che i costi siano in costante aumento e prenotare un posto diventa sempre più complesso.

Naturalmente, se volete scalare l’Aneto, il miglior rifugio dove passare la notte è il Rifugio Renclusa. Si trova a 2.140 metri di altitudine ed è il punto di partenza più comune per le ascensioni all’Aneto. Fondato nel 1916, offre alloggi essenziali ma confortevoli, ideali per alpinisti ed escursionisti. Il rifugio dispone di letti, coperte e offre pasti, docce e deposito per l’attrezzatura. È raggiungibile a piedi da La Besurta in circa 1 ora. Questo luogo è perfetto per incontrare altri avventurieri e condividere esperienze.

Nella Valle di Coronas, il Refugio de Coronas è meno frequentato ma altrettanto bello. Offre una salita spettacolare e un’esperienza più tranquilla. Con alloggi a castello, cucina e servizi di base, è ideale per gli alpinisti che cercano un ambiente più sereno. Da Plan de Senarta, la camminata è di circa 2 ore.

Il Refugio de Estós, situato nell’omonima valle, offre un percorso più lungo e impegnativo per raggiungere Aneto. È un rifugio di grandi dimensioni, in grado di accogliere molti visitatori e dotato di letti a castello, pasti, docce e un’atmosfera accogliente. È raggiungibile a piedi dalla Valle Estós in circa 3 ore.

Nella Valle di Vallibierna, il Rifugio Vallibierna offre un’opzione meno affollata con viste spettacolari durante la salita ad Aneto. Offre alloggi di base ed è un buon punto di partenza per itinerari più tranquilli. Vi si accede dal Plan de Senarta con una camminata di circa 2 ore.

Campeggio ad Aneto

Il Camping Aneto, situato nella Valle di Benasque, è una scelta popolare per la sua vicinanza ad Aneto e per i servizi che offre. È ideale per le famiglie e i gruppi di amici che desiderano un soggiorno più vicino alla natura ma con i comfort moderni. Il campeggio dispone di piazzole per tende, roulotte e camper, oltre che di bungalow. Offre servizi igienici, docce, ristorante, piscina e attività ricreative. Dal campeggio è possibile praticare diverse attività come il trekking, il ciclismo e le escursioni organizzate in montagna.

Un altro campeggio nella Valle del Benasque è il Camping Ixeia, noto per l’atmosfera tranquilla e l’ambiente naturale. Offre piazzole e bungalow, con servizi igienici, docce, area barbecue e un piccolo supermercato. È un ottimo punto di partenza per itinerari escursionistici e alpinistici nei Pirenei.

Alloggi a Benasque

Per chi preferisce un maggiore comfort, il vicino villaggio di Benasque offre un’ampia gamma di alloggi. Durante l’inverno, questi alloggi sono molto popolari tra gli sciatori che si recano nella stazione sciistica di Cerler e sono difficili da prenotare, ma durante il resto dell’anno è solitamente più facile. Ad esempio, a Benasque consigliamo il Sommos Hotel Aneto. È un hotel a quattro stelle situato nel centro di Benasque ed è ideale per chi cerca comfort e servizi di alta qualità. Offre camere confortevoli, un ristorante e attività organizzate. È uno dei pochi hotel della zona che offre una piscina e un centro benessere.

L’Hotel Ciria, un albergo familiare dall’atmosfera accogliente, anch’esso situato a Benasque, offre camere confortevoli, un ristorante con cucina locale e strutture per le attività in montagna. D’altra parte, vale la pena menzionare l’Hostal Parque Natural. Si tratta di un ostello più economico ma altrettanto confortevole per alpinisti ed escursionisti. Offre camere essenziali ma confortevoli, colazione inclusa e personale cordiale disposto ad aiutare con informazioni su itinerari e attività.

Gastronomia e bevande tradizionali nella zona di Aneto

Una visita alla regione non sarebbe completa senza assaggiare la gastronomia locale. Un piatto tipico che non può mancare al pasto è il brodo di Aneto. Si tratta di una zuppa nutriente perfetta per fare il pieno di energia dopo una lunga giornata in montagna. Il brodo di Aneto è preparato con carne di vitello, ossa di prosciutto, verdure fresche e legumi, ed è noto per il suo sapore ricco e le sue proprietà rivitalizzanti. Questo brodo era il piatto preferito di pastori e montanari, che lo consideravano essenziale per mantenersi in forze durante gli inverni pirenaici.

Un altro piatto da provare sono le chiretas, simili all’haggis scozzese. Sono preparate con trippa d’agnello ripiena di riso, carne d’agnello, pancetta e spezie, cotte lentamente fino a quando i sapori si fondono perfettamente. Questo piatto è molto popolare durante le feste e le riunioni di famiglia e simboleggia il ricco patrimonio gastronomico della regione.

Il cochifrito è una delizia per gli amanti della carne, a base di carne di agnello o di maiale tagliata in piccoli pezzi e fritta fino a diventare croccante. Viene servito con patate e peperoni e ogni famiglia ha la sua versione speciale, che rende unico ogni boccone.

Non possiamo dimenticare le patate a la importancia, un piatto semplice ma molto gustoso. Si tratta di patate pastellate e fritte, poi cotte in un brodo con aglio e prezzemolo. Anche se umile, questo piatto è molto apprezzato per il suo sapore e la sua consistenza e mette in mostra l’ingegno culinario della regione.

Se volete portare a casa qualche souvenir gastronomico, la regione è famosa anche per i suoi formaggi artigianali, in particolare il formaggio Benasque, noto per il suo sapore robusto e la sua consistenza cremosa. Questi formaggi sono prodotti con metodi tradizionali tramandati di generazione in generazione, conservando così l’autenticità e il sapore di un tempo. D’altra parte, troverete una vasta gamma di insaccati, come la salsiccia longaniza e il chorizo di montagna. Curati e affumicati secondo le tecniche tradizionali, questi prodotti hanno sapori intensi e sono perfetti da gustare con pane fresco e un buon vino locale Somontano.

Per i più golosi, i crespillos sono un dolce tradizionale a base di foglie di borragine immerse in una pastella dolce e fritte, cosparse di zucchero. Questo dolce viene preparato tipicamente durante la Pasqua ed è molto popolare nelle feste locali.

Un’altra prelibatezza è il pastillo de calabaza, una sorta di pasta dolce ripiena di zucca candita. È particolarmente popolare in autunno, quando la zucca è di stagione, e aggiunge un tocco di dolcezza alle celebrazioni familiari.

Dopo il dessert, non possiamo dimenticare il liquore di prugnole, noto anche come pacharán. Questo liquore si ottiene facendo macerare le prugnole nell’anice, ottenendo una bevanda dolce e aromatica, ideale da gustare dopo un buon pasto. Nella regione di Aneto, il pacharán ha un sapore speciale grazie alla qualità delle prugnole locali.

Consigli e raccomandazioni per la salita di Aneto

Per chi ha intenzione di scalare l’Aneto, è fondamentale essere ben preparati. Nello zaino non devono mancare alimenti energetici facili da trasportare, come frutta secca, barrette energetiche, noci e frutta essiccata, e acqua a sufficienza, almeno 2-3 litri a persona. Ecco un articolo su cosa mettere nello zaino da sci che è abbastanza completo e può essere abbastanza compatibile con ciò di cui avete bisogno durante un’ascesa in montagna. Considerate di portare con voi pastiglie per la purificazione dell’acqua o un filtro nel caso in cui ne abbiate bisogno di più. Oltre all’alimentazione e all’idratazione, ecco alcuni consigli per scalare l’Aneto:

Preparazione fisica: fate un allenamento di resistenza e di forza in anticipo. Abituate il vostro corpo a salire e a scalare, se possibile in quota. Se avete intenzione di fare il grande percorso Aneto-Posets (18-21 luglio 2024), la vostra preparazione fisica deve essere ancora più specifica.
Equipaggiamento adeguato: assicuratevi di indossare abbigliamento e calzature adeguati, oltre all’attrezzatura per l’arrampicata. Una parte significativa della salita alla vetta di Aneto si svolge su neve o ghiaccio, a seconda dello stato del ghiacciaio e del periodo dell’anno. È necessario portare con sé e sapere come procedere con piccozza e ramponi. Infine, si raccomanda vivamente di indossare il casco. Se avete intenzione di scalare l’Aneto in inverno, probabilmente dovrete fare skimo o sci alpinismo da certe quote.
Guida professionale: considerate la possibilità di ingaggiare una guida alpina esperta. Se non avete molta esperienza nell’alpinismo d’alta quota, considerate la possibilità di assumere una guida professionista. Una guida offre maggiore sicurezza, conoscenza del percorso e assistenza in situazioni difficili. Ecco alcuni numeri di telefono utili per trovare una guida qualificata.
Guide del Benasque: +34 974 551 110
Montagne del Benasque: +34 609 442 618
Guide di Aneto: +34 696 349 255

Meteo: verificare le condizioni meteorologiche prima dell’ascesa.
Sicurezza: informate sempre qualcuno del vostro itinerario e dell’ora di ritorno prevista. Portate con voi un kit di pronto soccorso, una coperta termica, un fischietto e una torcia frontale con batterie di ricambio. Naturalmente, non esaurite la batteria del vostro cellulare.

Il numero di emergenza generale in Spagna è il 112.