L’aumento degli incidenti sulle piste da sci preoccupa sia i responsabili delle stazioni sciistiche, sia gli utenti che le frequentano stagione dopo stagione. Più di 200 milioni di persone nel mondo praticano lo sci alpino e/o lo snowboard e in Europa il numero di praticanti è in costante aumento.

Il già citato aumento della pratica sportiva generale, la massificazione delle stazioni sciistiche in determinati periodi, l’aumento della pratica di sport estremi come il freeride e il freestyle… sono solo alcuni dei fattori che causano numerosi infortuni nelle stazioni sciistiche di tutto il mondo.

Botte, contusioni, distorsioni e rotture sono alcune delle parole che non vorremmo sentire quando decidiamo di trascorrere qualche giorno di vacanza sulla neve, ma dobbiamo davvero prestare attenzione agli infortuni sulla neve? Se avete dei dubbi, ecco alcuni dati scientifici e raccomandazioni per evitare gli infortuni da sci e snowboard.

Secondo gli ultimi lavori scientifici relativi agli infortuni sulla neve di bambini e adulti, la prevalenza di lesioni al cingolo scapolare si verifica due volte più spesso negli adulti che nei bambini, sia nello sci alpino che nello snowboard (Ekeland, Rodven e Heir , 2018). Nello stesso studio, in cui sono stati analizzati un totale di 1603 bambini di età inferiore ai 12 anni e 3202 adulti di età superiore ai 20 anni, è stato osservato che le lesioni al ginocchio sono due volte più frequenti negli adulti che nei bambini.

Tuttavia, le lesioni da sci alla tibia e al perone, così come ai polsi, erano molto più frequenti nei bambini che negli adulti nello sci alpino e nello snowboard. Allo stesso modo, si è registrata una maggiore presenza di lesioni nelle aree destinate al freestyle, come gli snowpark, mostrando un tasso di infortuni più elevato nei giovani che negli adulti.

L’origine degli infortuni da sci e snowboard

Forse la più grande delusione che possiamo trovare durante una gita sugli sci è che un membro del gruppo si infortuni. Esistono diversi fattori che possono aumentare la probabilità di infortunio durante una gita sulla neve. Di seguito, troverete alcune delle cause principali, nonché alcuni consigli:

Condizioni fisiche

Svolgere regolarmente attività fisica, includendo l’esercizio fisico e lo sport nelle abitudini di vita dei praticanti, aiuterà a prevenire gli infortuni nelle gite sulla neve. Includere esercizi cardiovascolari e di forza nella nostra routine settimanale aiuterà ad aumentare la tonicità dei muscoli della parte inferiore e superiore del corpo, migliorando non solo le esperienze di scivolamento sui nostri sci, ma anche modulando il rischio di lesioni in situazioni di caduta, impatto e torsione indesiderata.
Un adeguato riscaldamento prima di svolgere l’attività fisica è fondamentale per la prevenzione degli infortuni; questo aumenterà anche la nostra frequenza cardiaca, favorendo l’irrigazione del nostro sistema neuromuscolare e la sua totale attivazione prima di iniziare la discesa.

Eseguire esercizi di mobilità articolare, rotazioni controllate del busto e flessioni-estensioni delle gambe dopo essere scesi dallo skilift dovrebbero essere abitudini da includere ogni giorno prima di sciare e godersi le piste bianche. Dopo lo sci, includere una fase di ritorno alla calma aiuterà a ridurre l’acidità del nostro sistema muscolare, evitando i famosi indolenzimenti e dolori dopo lo sport sulla neve. Terminare eseguendo degli allungamenti sostenuti aiuterà inoltre a mantenere i nostri muscoli flessibili e duttili, favorendone il recupero.

La fatica

Le lesioni da “overuse” sono frequenti anche nello sci alpino e nello snowboard, poiché alcuni schemi di movimento vengono ripetuti durante le discese e, una volta ripetuti, possono causare un momento di affaticamento che può innescare un infortunio quando questi movimenti e la tecnica smettono di essere eseguiti, in modo appropriato dal punto di vista biomeccanico.

La contrazione irregolare e scoordinata della muscolatura genera squilibri nei livelli tonici dei diversi gruppi muscolari che partecipano alla discesa. La sua ripetizione prolungata in situazioni di fatica influisce su una risposta ritardata e può provocare una caduta o un incidente sulle piste.

Non superare le possibilità di ciascuno e prevedere delle soste durante la discesa può aiutare la muscolatura a rilassarsi ed evitare la presenza di affaticamento.

Una corretta condizione fisica diminuirà la presenza di infortuni, grazie all’aumento della forza muscolare, proteggendo le articolazioni da una caduta, essendo la flessibilità una condizione fisica di base fondamentale per ridurre l’incidenza e la gravità degli infortuni nello sci alpino e nello snowboard. La presenza di un allenamento neuromuscolare, oltre a quello propriocettivo, diminuirà l’incidenza di fratture e infortuni in montagna.

Un cattivo riposo, secondo Gerardo Villa, influisce direttamente sulla probabilità di infortunio. Secondo il professore di fisiologia dell’Università di León, il riposo influisce sull’allenamento e sulle prestazioni fisiche e potrebbe generare lesioni a breve, medio e lungo termine: “gli atleti che hanno un qualche tipo di privazione del sonno sono colpiti in alcune abilità legate alla forza, alla potenza, all’agilità o alla coordinazione.

Questo è aggravato dal fatto che l’atleta vuole sempre allenarsi di più e meglio. L’intensità dell’esercizio genera alcuni problemi legati al metabolismo che li fa dormire peggio, così entrano in un circolo vizioso perché, se dormono peggio, non riposano abbastanza e avranno un rendimento inferiore che genera una maggiore predisposizione all’infortunio”.

Abitudini alimentari

Queste abitudini possono essere definite come quelle acquisite nel corso della vita che influenzano la nostra alimentazione. Mangiare una dieta equilibrata, diversificata e sufficiente, accompagnata dalla pratica dell’esercizio fisico, può essere la formula perfetta per essere in salute e godere appieno della neve. Una dieta varia dovrebbe comprendere alimenti freschi, sani e sufficienti a coprire il nostro fabbisogno energetico e nutritivo in montagna.

In particolare, quando si praticano sport invernali, le abitudini devono adattarsi alle particolari condizioni in cui ci troviamo in una stazione sciistica. La colazione ci fornirà i nutrienti necessari per migliorare le nostre prestazioni fisiche e mentali. Evitare il consumo di alcolici prima, durante e dopo lo sport, sarà essenziale per godersi la neve in tutta sicurezza.

È importante sapere che il consumo di alcolici in pista può diminuire la coordinazione, generare alterazioni della vista, ridurre la sensazione di rischio del praticante e diminuire così tanto la forza-resistenza del praticante così come la sua potenza.

Materiale rigido e abbigliamento

Sarà importante selezionare il materiale ideale per lo sci e lo snowboard, in base alle condizioni che si presentano, valutando la sua importanza come mezzo di protezione contro eventuali cadute o contro le avversità climatiche. Non c’è niente di meglio che farsi consigliare da un professionista affinché il materiale non sia un ostacolo per godersi giornate indimenticabili sulla neve.

I nuovi sistemi di fissaggio e l’ammodernamento generalizzato dell’attrezzatura da sci e snowboard contribuiscono attivamente e passivamente alla prevenzione degli infortuni (Goulet, 1999). La corretta regolazione della tensione degli elementi di fissaggio e di altri elementi di sicurezza di base consentirà ai praticanti di godersi la neve senza incidenti. Ricordiamo che l’uso del casco è altamente raccomandato sia nei bambini che negli adulti ed è di uso obbligatorio nel campo delle competizioni.

È importante sapere che i caschi attualmente in commercio supportano impatti a velocità inferiori a 22 km/h, anche se la velocità media che può raggiungere uno sciatore di livello medio è di 43 km/h. La migliore prevenzione degli infortuni consiste nel moderare la velocità e nell’estrema prudenza, poiché nessun elemento di protezione ci garantisce di evitare un incidente grave.

Qualità della neve

Il tappeto bianco su cui scivoliamo è in continua evoluzione, essendo la qualità della neve un fattore da tenere in considerazione in caso di infortunio. La neve appena caduta, sebbene richieda una condizione fisica adeguata e un livello tecnico avanzato, sarà un luogo idilliaco per imparare a cadere senza farsi male. Tuttavia, la neve dura o compatta renderà più duro l’impatto, facilitando la comparsa di lesioni.

La neve primaverile, avendo densità diverse, può generare difficoltà nell’effettuare le curve esercitando una grande resistenza contro i nostri sci. A seconda del manto nevoso, della temperatura della neve, della pendenza e del livello di condizione fisica e tecnica dell’utente, questa “neve acquosa” può presentare un alto tasso di infortuni nel livello tecnico principiante o intermedio.

Densità di utenti sulle piste

La grande concentrazione di praticanti nelle date designate per l’inverno, così come nei fine settimana, implica la necessità di esercitare estrema cautela sia in pista che fuori pista. L’evoluzione del materiale e la divulgazione del materiale “carving” facilita l’apprendimento ma anche una sensazione di “sicurezza fittizia” negli utenti principianti.

Moderare la velocità sulle piste sarà essenziale per evitare impatti e collisioni con altri utenti in quei giorni in cui le piste sono sovraffollate. Anche in questo caso, inserire movimenti ed esercizi di mobilità articolare e di flesso-estensione nei momenti di attesa eviterà che la temperatura dei muscoli scenda mentre si aspetta di salire sullo skilift.

Disidratazione

La disidratazione è considerata un fattore limitante della prestazione fisica in situazioni di altitudine e montagna. Il ricambio idroelettrolitico in situazioni di stress termico è necessario quando ci accingiamo a scivolare lungo le bianche piste di una stazione sciistica. La disidratazione genera un maggiore aumento della temperatura corporea, della frequenza cardiaca, del volume di corsa e anche della pressione arteriosa media.

L’influenza negativa dell’ipoidratazione sugli sforzi prolungati sulla neve, inoltre, provoca un aumento significativo delle concentrazioni di catecolamine nel plasma sanguigno e può innescare incidenze nella regolazione endocrino-metabolica del corpo umano mentre si scia.

Livello tecnico

Gli sciatori principianti si infortunano più di quelli esperti. Secondo uno studio condotto da Sagram nel 2004, è stato osservato un tasso di infortuni più elevato in coloro che hanno debuttato sulle piste rispetto ai praticanti più esperti. Indipendentemente dal livello di istruzione e dalle lezioni ricevute dai professionisti, sembra che l’importante sia il livello tecnico acquisito piuttosto che se sia stato appreso in una scuola con insegnanti professionisti o da soli (Langran, 2004).
– L’esperienza
I praticanti con un livello tecnico più elevato di solito hanno anche una maggiore esperienza sulla neve. Il controllo neuromuscolare, i livelli di propriocezione e di coordinazione e i neuroni della risposta neuromuscolare sono, a livello fisiologico, alcuni dei fattori che intervengono in modo positivo in questi sciatori esperti.

Se includiamo anche il fattore efficienza, la diminuzione del fattore fatica e l’esperienza nel saper “leggere” il terreno e nell’adattare progressivamente la nostra tecnica ai diversi tipi di neve e alle circostanze che ci troviamo ad affrontare, si ottiene un’ampia fusione di fattori che influiscono direttamente sul rischio di infortuni negli utenti esperti a scapito di quelli non esperti o alle prime armi.

Prevenzione generale

Il rispetto dei codici di comportamento pubblicati e aggiornati dalla Federazione Internazionale dello Sci (FIS) sarà di grande aiuto per evitare lesioni, collisioni e incidenti.

Conoscere i propri limiti, scivolare all’interno delle piste segnalate ed essere prudenti saranno tre pilastri essenziali affinché la nostra gita sulla neve sia soddisfacente come speriamo. Si consiglia di stipulare un’assicurazione contro gli infortuni per coprire le spese che potrebbero verificarsi nel caso in cui si debba ricorrere alle cure mediche di una stazione sciistica.


  • Goulet, C. (1999). Risk factors associated with alpine skiing injuries in childrens. American Journal of Sports Medicine.
  • Hekeland A., Rødven A. y Heir, S. (2018). Injuries among children and adults in alpine skiing and snowboarding. Journal os Science and Medicine in Sport.
  • Langran, M. (2004). Increased injury risk among first-day skiers, snowboarders, and skiboarders. American Journal of Sports Medicine.
  • Wilmore, J. y Costill, D. (1999). Thermic Regulation and Exercise”. Physiology of Sport and Exercise.