Nell’appassionante mondo degli sport invernali e della montagna, è raro imbattersi in un percorso professionale così stimolante e diversificato come quello di Valeria Ghezzi. Nata a Milano, questa donna eccezionale ha trasformato un’eredità familiare in una profonda vocazione, combinando gestione, innovazione e passione per la natura.

Responsabile del comprensorio di San Martino di Castrozza, nel cuore delle Dolomiti, e Presidente dell’ANEF (Associazione Nazionale Esercenti Funiviari) dal 2014, Valeria Ghezzi è una figura di spicco nel settore degli impianti di risalita e del turismo montano.

La sua formazione, caratterizzata da una laurea in interpretazione e traduzione a Ginevra e una in scienze politiche a Milano, evidenzia un profondo impegno per lo sviluppo sostenibile e l’innovazione nel settore degli sport invernali. In questa intervista esclusiva per I Love Ski, Valeria Ghezzi parla della sua carriera, delle sue motivazioni e della sua visione del futuro della montagna, riflettendo su una vita dedicata alla passione per il suo lavoro, all’amore per la montagna e all’importanza di adattarsi alle sfide contemporanee come il cambiamento climatico.

Valeria Ghezzi, può parlarci un po’ del suo background?

Ho 60 anni e sono nata a Milano, dove il mio cuore è profondamente radicato. Sono sposata e ho due figli grandi (mia figlia ha 30 anni e vive a New York, mentre mio figlio ha appena iniziato a lavorare con me). Ho fatto una formazione come interprete a Ginevra, che mi ha permesso di acquisire una buona padronanza della lingua francese. La mia famiglia ha iniziato a gestire una stazione sciistica nel 1957 (San Martino di Castrozza), dove mi trovo oggi. Lo sci, che la mia famiglia ha introdotto nel 1957 quando ha preso in gestione la stazione sciistica di San Martino di Castrozza, non mi appassionava da bambina: il freddo era troppo in contrasto con il mio amore per il calore del sole e del mare.

La mia prima aspirazione era quella di viaggiare per il mondo ed è con questa intenzione che sono partita per studiare a Ginevra. Tuttavia, il destino ha deciso diversamente quando mio padre si è ammalato durante l’ultimo anno di università. Con la gestione dell’azienda di famiglia in sospeso, nel 1989 ho deciso, un po’ a malincuore, di assumerne la direzione. All’inizio era solo un tentativo di autoconservazione, ma l’azienda è diventata la mia vocazione.

Contemporaneamente, ho completato i miei studi a Ginevra e mi sono laureata in scienze politiche a Milano, acquisendo una solida conoscenza del diritto, dell’economia e dei principi dell’economia aziendale, strumenti indispensabili per gestire l’azienda di famiglia. Sono arrivata a San Martino di Castrozza da sola, senza sapere nulla e con molte sfide da affrontare.

Sono sposata con una persona che, se potesse, vivrebbe sugli sci. Mio marito è appassionato di montagna e di sci alpinismo.

Stazione sciistica di San Martino di Castrozza

Tutte queste prove ed esperienze sono state i pilastri del mio percorso professionale e delle decisioni che ho preso. Quando mio padre si ammalò, mi ritrovai a partire da sola in questo mondo sconosciuto. Non ho mai avuto un mentore o un superiore che mi guidasse o mi insegnasse le sottigliezze della nostra professione. Tuttavia, ho un debito di gratitudine nei confronti degli ingegneri e dei tecnici del resort, il cui supporto è stato fondamentale per aiutarmi a imparare il mestiere. Ho compensato con un’insaziabile curiosità, leggendo e ascoltando molto, cercando di assimilare il know-how con una logica che gli anglofoni chiamano “common sense”.

Oggi continuo la mia avventura a San Martino di Castrozza. Il mio ruolo di Presidente dell’ANEF dal 2014 si è rivelato una splendida occasione di scambio e di apprendimento da parte dei miei coetanei, permettendomi di sondare il pensiero e le scelte di altri operatori. Sebbene lo spirito di partecipazione e di contributo continui a guidarmi, sono consapevole che potrebbe essere giunto il momento di passare la mano. Dopo un decennio in questo ruolo, sento incombere il rischio dell’autocompiacimento. Anche se la prossima generazione è pronta a subentrare, mi è stato chiesto di rimanere per altri due anni. Continuerò quindi ad ascoltare i miei colleghi, sapendo che il cambiamento è essenziale per l’innovazione e il dinamismo del nostro settore.

Valeria Ghezzi, Presidente di ANEF Italia

Valeria Ghezzi, quali sono le sue passioni?

Oggi la mia professione si è trasformata in una vera e propria passione. Il nuoto e l’amore per il mare hanno sempre avuto un posto speciale nel mio cuore, anche se la mia pelle chiara e la tendenza a sviluppare rapidamente il melanoma mi costringono a stare all’ombra. Ora il mare rappresenta un sogno lontano, mentre la montagna si è rivelata una nuova passione, a dimostrazione che nella vita si può cambiare.

Mi piace molto viaggiare, e ogni volta che ho tempo libero mi sposto con mio marito in tutto il mondo, nelle grandi città, nei siti culturali, per fare trekking o immersioni nella natura. I miei figli, conoscendo il mio gusto per le esperienze piuttosto che per i beni materiali, mi regalano viaggi, vacanze e weekend. Non posso stare a casa senza fare nulla.

Non ho molto tempo, ma adoro cucinare quando posso dedicare mezza giornata! È un’attività che mi permette di rilassarmi e di dare libero sfogo alla mia creatività.

Stazione sciistica di San Martino di Castrozza

Cosa vi motiva? Perché vi alzate al mattino?

Innanzitutto, mi sveglio molto presto. Inizio la mattina a fare tutto quello che devo fare e vi assicuro che non mi rendo nemmeno conto che sta arrivando la sera!

Oggi non ho bisogno di motivazioni, ho molte cose da fare e molti interessi. In effetti, non riesco a leggere tutte le cose che devo (o voglio) leggere.

Qual è il suo più grande risultato o successo?

La coesione della mia famiglia è per me un immenso motivo di orgoglio. Nonostante una vita divisa tra Milano e le Dolomiti, tra le mie responsabilità professionali e la vita familiare con due figli, il legame che ci unisce è rimasto indissolubile e questo è per me motivo di grande soddisfazione.

La pandemia COVID-19 è stata una svolta inaspettata, che mi ha spinto a trasferirmi sulle Dolomiti durante il periodo di contenimento. Ho convinto mio marito a raggiungerci, scherzando sul fatto che per lui, appassionato di sci, era assurdo rimanere a Milano in quel periodo. Contro ogni previsione, e nonostante i pronostici della famiglia secondo cui la nostra unione sarebbe stata messa a dura prova, il nostro matrimonio ne uscì rafforzato. Si sbagliavano tutti (ride) e si sono stupiti. È una grande soddisfazione.

Valeria Ghezzi e la sua famiglia

Professionalmente, il mio ingresso nel mondo delle Dolomiti è stato segnato da due identità simultanee: quella di essere “figlia di mio padre” e quella di essere donna, in un settore in cui la presenza femminile era allora poco diffusa. In passato, le donne erano rare nel settore degli impianti di risalita, spesso percepito come un ambiente maschile.

Nonostante ciò, mi sono assunta le mie responsabilità senza cercare di distinguermi. Mi sono dedicata al mio compito con diligenza e integrità. Oggi il riconoscimento del mio lavoro è unanime: sono rispettata per la mia serietà e la mia capacità di svolgere il mio lavoro con competenza. Il riconoscimento dei miei colleghi testimonia l’impegno e la passione che mi guidano ogni giorno.

Valeria Ghezzi et son équipe de San Martino di Castrozza

Avete qualche rimpianto oggi?

Certo che lo è stato. Con il senno di poi, riconosco di aver commesso molti errori e mi sono assunto la responsabilità di ciascuno di essi.

Oggi si sono sviluppati sia la mia azienda che il villaggio di montagna che vive della nostra attività, ora strettamente legato agli impianti di risalita. Sono consapevole che, senza alcuni di questi errori, la crescita della mia azienda avrebbe potuto prendere una traiettoria diversa.

A livello personale, il mio più grande rimpianto è quello di non aver dedicato abbastanza tempo alla mia famiglia. La difficoltà di dividere il mio tempo tra la sfera professionale e quella personale mi ha spesso richiesto un rigore eccessivo. Ammetto che per certi aspetti posso apparire fredda, un aspetto della mia personalità che a volte colora involontariamente le mie relazioni personali. Con il senno di poi, ritengo che le cose avrebbero potuto essere affrontate in modo diverso, che questo equilibrio avrebbe potuto essere gestito meglio.

Stazione sciistica di San Martino di Castrozza

Come vede le montagne di domani?

Il cambiamento climatico è sia un problema che un’opportunità.

Per lo sci, che rimane il pilastro delle nostre stagioni e il fulcro dei nostri profitti, dobbiamo affrontare sfide impegnative, come la mancanza di neve e le temperature più elevate di quest’anno. Ciononostante, siamo riusciti ad avere la meglio producendo neve di alta qualità, che ci ha permesso di sostenere la nostra attività stagionale.

Inoltre, ora puntiamo molto sulla stagione estiva. Sono convinto che la montagna abbia un potenziale immenso durante l’estate, con vaste possibilità da esplorare. Attualmente stiamo lavorando per sfruttare al meglio le stagioni di spalla, come l’autunno e la primavera nelle Dolomiti.

Dolomiti

A volte mi ritrovo nello spirito di Milano, dove ho le mie radici e dove gestisco un hotel di famiglia. A Milano si lavora tutto l’anno, quindi perché limitarsi a quattro mesi nelle Dolomiti? Oggi il nostro lavoro si estende per sette o otto mesi, e questo è uno sviluppo molto positivo. Mentre un decennio fa l’inverno rappresentava il 95% del nostro fatturato, oggi molti resort generano fino al 20% del loro business in estate. In media, l’estate rappresenta tra il 10 e il 15% del nostro business, e sono convinto che ci sia ancora spazio per la crescita.

Le montagne di domani offriranno una diversità stagionale e attività che vanno oltre lo sci, anche durante l’inverno. È essenziale lavorare su questa diversificazione. In qualità di gestore di impianti di risalita, è nostro dovere difendere i risultati finanziari, il che rappresenta una vera e propria sfida.

In Italia, la gastronomia occupa un posto centrale, in armonia con le attività sportive e ricreative. È una parte essenziale dell’esperienza che offriamo ai nostri visitatori, in qualsiasi stagione.